Piacenza - «Oggi noi sacerdoti celebriamo il dies natalis di don Antonio, della sua nascita al cielo». Così il vescovo Gianni Ambrosio si è rivolto alle circa mille persone presenti ieri alla Santissima Trinità per salutare lo storico parroco fondarore, monsignor Antonio Tagliaferri, scomparso martedì all'età di 91 anni. Il vescovo cita il Vangelo del Mercoledì santo dove i discepoli chiedono a Gesù: «Dove vuoi che ti prepariamo per mangiare la Pasqua?».
«Don Antonio ha preparato la sala, il grande e maestoso edificio di questa chiesa con tutto ciò che vi ruota attorno - continua il vescovo -. Prima ancora ha preparato i cuori e le menti che formano la comunità, l’Azione Cattolica, gli Scout, il Cammino neocatecumeale, un impegno su ogni fronte per donare la Parola, per celebrarla, per viverla». Poi, rivolgendosi direttamente ai tanti parrocchiani, «avete avuto molte occasioni di rendervi conto della grazia della presenza del Signore in mezzo a voi nel lungo ministero pastorale di don Antonio. Ha fondato e retto questa parrocchia con grande dedizione, un ministero con profonde trasformazioni in questo quartiere e in questa città. Don Antonio ha tenuto ben saldo il timone della fede, sapendo che la verità e la grazia hanno sorgente in Cristo Gesù. Egli appartiene a quei servitori di Cristo verso i quali la comunità cristiana ha sempre grandi debiti di riconoscenza».
Così l’attuale parroco, monsignor Riccardo Alessandrini: «L’avventura pastorale di don Antonio continuò tra tanta povertà e tra immensi sacrifici. Ma avvenne il miracolo: nacque prima la comunità di persone, poi la cripta, la casa parrocchiale, la chiesa superiore, la scuola materna. Prima la parrocchia, poi il quartiere. Fino alla fine don Antonio amava ricordare che tutto ciò era da attribuire ad un intervento di San Pio da Pietrelcina. Portava scolpita nel suo cuore la memoria di quella frase: “Va, fa sta chiesa, essa renderà grande gloria a Dio”».
venerdì 10 aprile 2009
giovedì 9 aprile 2009
Don Antonio fedele al Papa. Oggi i funerali
Piacenza - Un pellegrinaggio incessante, almeno mille persone nella sola giornata di ieri, chi in gruppo, chi alla spicciolata, ha reso omaggio a monsignor Antonio Tagliaferri. Lo storico parroco fondatore della Santissima Trinità è spirato nel pomeriggio di martedì all’età di 91 anni. La camera ardente - semplicemente la bara adagiata su un tappeto e un ramo di palma alla sua destra - è stata allestita nella basilica superiore ai piedi del grande affresco di Kiko Arguello. Monsignor Tagliaferri è lì, il volto coperto da un velo, la tunica di lino bianco con la stola simbolo del presbiterato. È stato lo stesso don Antonio, dicono i cari amici, a volere così. Ha disposto tutto anche per il giorno dell’addio terreno, perfino i canti che saranno eseguiti questo pomeriggio. (funerali ore 15 Santissima Trinità)
«È morto per il Papa, ha donato la sua vita a Benedetto XVI e glielo ha anche fatto sapere» racconta commosso l’oncologo Alfredo Signaroldi, uno degli ultimi che ha parlato con don Antonio, domenica sera. «Era pronto per la sua dipartita - ricorda -, confidava nella misericordia di Dio e affidava la sua vita al Santo Padre che negli ultimi tempi aveva visto in difficoltà». Don Andrea Campisi era uno dei suoi ragazzi. Alla Santissima Trinità, sotto la sua guida, è maturata la vocazione al sacerdozio. «E' stato un pastore che ha saputo guardare lontano - osserva -, sempre, anche in età avanzata>.
«Ho avuto la grazia di conoscere don Antonio - dice Massimo Seccaspina, educatore del Servizio psichiatrico -, per la mia vita è stato un incontro fondamentale. Lo ricordo come una persona di grande umanità e fede, un uomo colto ma semplice, un uomo che incantava a sentirlo parlare, un uomo di grande carità».
Uno dei collaboratori più vicini a monsignor Tagliaferri era l’architetto Carlo Ponzini, chiamato a continuare il progetto di Baciocchi per il Tempo della Fraternità Universale (la Santissima Trinità). «Ci arriveremo, se il Signore lo vorrà» è convinto Ponzini, al quale don Antonio ha confessato uno dei suoi ultimi desideri: «Realizzare due altari nella navata della basilica: uno per il tabernacolo, l’altro dedicato alla vergine Maria».
fri
Il testo integrale su Libertà del 9 aprile 2009
«È morto per il Papa, ha donato la sua vita a Benedetto XVI e glielo ha anche fatto sapere» racconta commosso l’oncologo Alfredo Signaroldi, uno degli ultimi che ha parlato con don Antonio, domenica sera. «Era pronto per la sua dipartita - ricorda -, confidava nella misericordia di Dio e affidava la sua vita al Santo Padre che negli ultimi tempi aveva visto in difficoltà». Don Andrea Campisi era uno dei suoi ragazzi. Alla Santissima Trinità, sotto la sua guida, è maturata la vocazione al sacerdozio. «E' stato un pastore che ha saputo guardare lontano - osserva -, sempre, anche in età avanzata>.
«Ho avuto la grazia di conoscere don Antonio - dice Massimo Seccaspina, educatore del Servizio psichiatrico -, per la mia vita è stato un incontro fondamentale. Lo ricordo come una persona di grande umanità e fede, un uomo colto ma semplice, un uomo che incantava a sentirlo parlare, un uomo di grande carità».
Uno dei collaboratori più vicini a monsignor Tagliaferri era l’architetto Carlo Ponzini, chiamato a continuare il progetto di Baciocchi per il Tempo della Fraternità Universale (la Santissima Trinità). «Ci arriveremo, se il Signore lo vorrà» è convinto Ponzini, al quale don Antonio ha confessato uno dei suoi ultimi desideri: «Realizzare due altari nella navata della basilica: uno per il tabernacolo, l’altro dedicato alla vergine Maria».
fri
Il testo integrale su Libertà del 9 aprile 2009
Argomenti
monsignor Antonio Tagliaferri
mercoledì 8 aprile 2009
Dalla Banca di Piacenza 50mila euro per il fondo anticrisi
Piacenza - Il Consiglio di Amministrazione della Banca di Piacenza ha versato 50.000 (cinquantamila) euro sul conto corrente aperto presso la stessa Banca dalla Fondazione Autonoma Caritas Diocesana di Piacenza-Bobbio e cioè per il fondo straordinario diocesano di solidarietà voluto dal Vescovo in relazione all’attuale situazione economica, specie delle famiglie disagiate. La somma è stata sottoscritta pro quota dai nove consiglieri personalmente del popolare Istituto di Via Mazzini.
Ne hanno dato notizia gli stessi consiglieri al nostro vescovo mons. Gianni Ambrosio, che li ha ricevuti questa mattina a Palazzo Vescovile in udienza accompagnati dal presidente avv. Corrado Sforza Fogliani e dal vice presidente prof. Felice Omati.
Il Vescovo, assistito dal vicario generale mons. Lino Ferrari, nella sua qualità di presidente del comitato costituito per gestire il fondo, ha avuto parole di ringraziamento per il gesto di generosità che evidenzia una particolare sensibilità verso le persone più deboli nello spirito di solidarietà cercato dalla Chiesa. La somma versata dai consiglieri della Banca di Piacenza si aggiunge a quanto presso questo Istituto è già stato raccolto grazie alla generosità di altri donatori.
Durante l’incontro tra gli Amministratori della Banca di Piacenza e mons. Ambrosio si è parlato anche della nuova emergenza determinatasi con il terremoto nell’Italia centrale, emergenza per la quale la diocesi, attraverso la Caritas, si sta mobilitando, senza però modificare le scelte che già sono state fatte per le famiglie colpite dalla crisi.
Comunicato stampa diocesi Piacenza-Bobbio
Ne hanno dato notizia gli stessi consiglieri al nostro vescovo mons. Gianni Ambrosio, che li ha ricevuti questa mattina a Palazzo Vescovile in udienza accompagnati dal presidente avv. Corrado Sforza Fogliani e dal vice presidente prof. Felice Omati.
Il Vescovo, assistito dal vicario generale mons. Lino Ferrari, nella sua qualità di presidente del comitato costituito per gestire il fondo, ha avuto parole di ringraziamento per il gesto di generosità che evidenzia una particolare sensibilità verso le persone più deboli nello spirito di solidarietà cercato dalla Chiesa. La somma versata dai consiglieri della Banca di Piacenza si aggiunge a quanto presso questo Istituto è già stato raccolto grazie alla generosità di altri donatori.
Durante l’incontro tra gli Amministratori della Banca di Piacenza e mons. Ambrosio si è parlato anche della nuova emergenza determinatasi con il terremoto nell’Italia centrale, emergenza per la quale la diocesi, attraverso la Caritas, si sta mobilitando, senza però modificare le scelte che già sono state fatte per le famiglie colpite dalla crisi.
Comunicato stampa diocesi Piacenza-Bobbio
Terremoto Abruzzo, il 19 colletta della Caritas
La Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio si è attivata per sostenere l'azione di coordinamento, sostegno e solidarietà di Caritas Italiana verso le persone colpite dal sisma di stanotte.
Caritas Italiana, in stretto contatto anche con il delegato regionale, con i direttori delle Caritas diocesane di Abruzzo-Molise e con i vescovi locali, cerca di farsi prossima con la preghiera e con il sostegno materiale, valutando in questa prima fase le esigenze che emergono nelle comunità e nei luoghi provati dal sisma, per poter attivare interventi adeguati. Unendosi alla costernazione del Santo Padre e rispondendo al suo appello alla solidarietà, la Conferenza episcopale italiana ha invitato a sostenere le iniziative di solidarietà promosse da Caritas Italiana.
Caritas Italiana insedierà al più presto un centro operativo nel capoluogo abruzzese, da cui eserciterà un duplice ruolo:
· sostegno operativo all'attività della Caritas diocesana;
· coordinamento degli interventi e degli aiuti messi a disposizione da delegazioni regionali Caritas, Caritas diocesane e altre realtà del volontariato ecclesiale.
L'intervento della rete Caritas sarà di lungo periodo e particolarmente attento alle necessità delle persone più e delle comunità più vulnerabili. Per le iniziative più urgenti, però, Caritas Italiana ha già effettuato un primo stanziamento di 100.000 euro e ha lanciato un appello alla solidarietà, a cui è possibile contribuire.
La Presidenza della Cei ha inoltre disposto lo stanziamento di tre milioni di euro dai fondi dell'otto per mille per iniziative di carità di rilievo nazionale. Tale somma sarà erogata tramite Caritas Italiana. La Presidenza della Cei indice anche una colletta nazionale, da tenersi in tutte le Chiese italiane il 19 aprile 2009, Domenica in Albis, come segno di solidarietà e di partecipazione di tutti i credenti ai bisogni materiali della gente abruzzese.
Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte tramite:
· versamento presso i nostri uffici in Via Giordani, 21 a Piacenza dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 15 alle 18;
· C/C bancario tramite Banca di Piacenza intestato a Fondazione Caritas Diocesana (causale “EMERGENZA ABRUZZO”)
Iban: IT61 A 05156 12600 CC0000032157 ;
· il C/C postale n. 347013 intestato a Caritas Italiana (causale “TERREMOTO ABRUZZO”);
· C/C bancario tramite Banca Popolare Etica, via Rasella 14, Roma - intestato a Caritas Italiana (causale “EMERGENZA ABRUZZO”)
Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113;
· Versamento con Carta di credito CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio).
Caritas Italiana, in stretto contatto anche con il delegato regionale, con i direttori delle Caritas diocesane di Abruzzo-Molise e con i vescovi locali, cerca di farsi prossima con la preghiera e con il sostegno materiale, valutando in questa prima fase le esigenze che emergono nelle comunità e nei luoghi provati dal sisma, per poter attivare interventi adeguati. Unendosi alla costernazione del Santo Padre e rispondendo al suo appello alla solidarietà, la Conferenza episcopale italiana ha invitato a sostenere le iniziative di solidarietà promosse da Caritas Italiana.
Caritas Italiana insedierà al più presto un centro operativo nel capoluogo abruzzese, da cui eserciterà un duplice ruolo:
· sostegno operativo all'attività della Caritas diocesana;
· coordinamento degli interventi e degli aiuti messi a disposizione da delegazioni regionali Caritas, Caritas diocesane e altre realtà del volontariato ecclesiale.
L'intervento della rete Caritas sarà di lungo periodo e particolarmente attento alle necessità delle persone più e delle comunità più vulnerabili. Per le iniziative più urgenti, però, Caritas Italiana ha già effettuato un primo stanziamento di 100.000 euro e ha lanciato un appello alla solidarietà, a cui è possibile contribuire.
La Presidenza della Cei ha inoltre disposto lo stanziamento di tre milioni di euro dai fondi dell'otto per mille per iniziative di carità di rilievo nazionale. Tale somma sarà erogata tramite Caritas Italiana. La Presidenza della Cei indice anche una colletta nazionale, da tenersi in tutte le Chiese italiane il 19 aprile 2009, Domenica in Albis, come segno di solidarietà e di partecipazione di tutti i credenti ai bisogni materiali della gente abruzzese.
Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte tramite:
· versamento presso i nostri uffici in Via Giordani, 21 a Piacenza dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 15 alle 18;
· C/C bancario tramite Banca di Piacenza intestato a Fondazione Caritas Diocesana (causale “EMERGENZA ABRUZZO”)
Iban: IT61 A 05156 12600 CC0000032157 ;
· il C/C postale n. 347013 intestato a Caritas Italiana (causale “TERREMOTO ABRUZZO”);
· C/C bancario tramite Banca Popolare Etica, via Rasella 14, Roma - intestato a Caritas Italiana (causale “EMERGENZA ABRUZZO”)
Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113;
· Versamento con Carta di credito CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 (orario d’ufficio).
Domani alle 15 i funerali di monsignor Tagliaferri
Piacenza - La celebrazione delle esequie di monsignor Antonio Tagliaferri, scomparso ieri pomeriggio, con la liturgia della Parola (come previsto dalla liturgia del Triduo pasquale), si terrà domani, giovedì 9 aprile, alle ore 15, nella chiesa cittadina della SS.Trinità e sarà presieduta dal vescovo mons. Gianni Ambrosio. Questa sera, alle ore 20,30, nella stessa chiesa, si terrà una veglia di preghiera.
Una messa di suffragio verrà celebrata giovedì 16 aprile, alle ore 20,30, sempre nella chiesa della SS.Trinità.
Una messa di suffragio verrà celebrata giovedì 16 aprile, alle ore 20,30, sempre nella chiesa della SS.Trinità.
Argomenti
Comunicati diocesi Piacenza-Bobbio
martedì 7 aprile 2009
Morto monsignor Antonio Tagliaferri, storico parroco della Trinità
Piacenza - E' morto nel tardo pomeriggio di oggi, dopo una degenza in ospedale che si era protratta per alcuni giorni, mons. Antonio Tagliaferri, già parroco
della parrocchia cittadina della SS.Trinità.
Mons. Tagliaferri era nato il 27 luglio 1917 a Suzzano di Rivergaro ed era
stato ordinato sacerdote il 9 marzo 1940. Ha iniziato il proprio servizio
pastorale come curato a Ziano ed è stato delegato vescovile a Fornello. Già
nei primi anni Quaranta del secolo scorso il Vescovo gli affida la nascente
comunità parrocchiale della SS.Trinità - Belvedere di cui diventa
ufficialmente parroco nel 1950 quando vi è il riconoscimento a parrocchia.
Nel corso del suo lungo periodo passato alla guida di questa comunità ha
vissuto diverse e importanti stagioni pastorali. Il 24 febbraio 1991 è stato
nominato cappellano di SS. con il titolo di monsignore; il giorno 11
settembre 2001 ha rinunciato alla parrochia.
Con successivo comunicato verranno indicati il giorno e l'ora dei funerali.
della parrocchia cittadina della SS.Trinità.
Mons. Tagliaferri era nato il 27 luglio 1917 a Suzzano di Rivergaro ed era
stato ordinato sacerdote il 9 marzo 1940. Ha iniziato il proprio servizio
pastorale come curato a Ziano ed è stato delegato vescovile a Fornello. Già
nei primi anni Quaranta del secolo scorso il Vescovo gli affida la nascente
comunità parrocchiale della SS.Trinità - Belvedere di cui diventa
ufficialmente parroco nel 1950 quando vi è il riconoscimento a parrocchia.
Nel corso del suo lungo periodo passato alla guida di questa comunità ha
vissuto diverse e importanti stagioni pastorali. Il 24 febbraio 1991 è stato
nominato cappellano di SS. con il titolo di monsignore; il giorno 11
settembre 2001 ha rinunciato alla parrochia.
Con successivo comunicato verranno indicati il giorno e l'ora dei funerali.
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Comunicati diocesi Piacenza-Bobbio
domenica 5 aprile 2009
Azione Cattolica: stili di vita e di consumo sobri e solidali
Le urgenze del Paese e il nostro impegno
Il Consiglio Diocesano dell’Azione Cattolica di Piacenza - Bobbio, riprendendo una riflessione in atto a vari livelli all’interno dell’associazione e riguardante la grave crisi etico-economica che stiamo attraversando, desidera esprimere ai propri aderenti e condividere con tutte le persone di buona volontà alcune considerazioni.
“Esprimiamo innanzi tutto la nostra condivisione e la nostra preoccupazione per chi, anche tra di noi, è più colpito dalla crisi. Il nostro stile educativo e missionario ci sollecita continuamente alla vigilanza e alla conversione e ci impedisce di sentirci avulsi dal contesto e dalle vicende che il Paese sta vivendo. Se lo sappiamo vedere, abbiamo sempre accanto un povero da servire.
Sappiamo che siamo ancora all’inizio delle difficoltà e ci stiamo accorgendo tutti, nelle nostre famiglie, nelle nostre parrocchie e attorno a noi, che il disagio e la fatica per molti stanno crescendo. Per questo intendiamo richiamarci all’attenzione e alla corresponsabilità perché la sensibilità a questi problemi e la libertà di manifestarli crescano nelle nostre comunità e nelle nostre associazioni. Occorre attivarci secondo i doni di ciascuno (tempo, denaro, competenze ) ricordandoci che siamo solo custodi di essi e quando serve questi doni devono essere spesi per il bene di tutti.
Sollecitiamo quindi a concorrere alle varie iniziative che il nostro territorio ha predisposto ; in particolare il Fondo Diocesano di Solidarietà che la diocesi ha istituito per volere del Vescovo. Come cittadini inoltre occorre conoscere le realtà attive del nostro territorio (servizi istituzionali, agenzie, associazioni…) per saper indicare dove e come trovare le risposte più idonee ai problemi.
Rileviamo anche che, di fronte a problemi tanto complessi che hanno radici lontane e di cui sono perfino incerte le responsabilità e soprattutto le soluzioni, occorre tenere alto lo sguardo perché non sempre le soluzioni più urgenti sono le più efficaci. Rispondere ad un’urgenza, offrendo per esempio cibo, denaro, vestiti, casa … è indispensabile e doveroso in alcune circostanze, ma non sufficiente; lo sappiamo bene, questo non e’ il solo fine dell’azione profetica della comunità cristiana.
In conclusione facciamo nostre le parole espresse nel gennaio scorso dalla Presidenza Nazionale dell’AC che indicava come <>”.
Il Consiglio Diocesano dell’Azione Cattolica di Piacenza - Bobbio, riprendendo una riflessione in atto a vari livelli all’interno dell’associazione e riguardante la grave crisi etico-economica che stiamo attraversando, desidera esprimere ai propri aderenti e condividere con tutte le persone di buona volontà alcune considerazioni.
“Esprimiamo innanzi tutto la nostra condivisione e la nostra preoccupazione per chi, anche tra di noi, è più colpito dalla crisi. Il nostro stile educativo e missionario ci sollecita continuamente alla vigilanza e alla conversione e ci impedisce di sentirci avulsi dal contesto e dalle vicende che il Paese sta vivendo. Se lo sappiamo vedere, abbiamo sempre accanto un povero da servire.
Sappiamo che siamo ancora all’inizio delle difficoltà e ci stiamo accorgendo tutti, nelle nostre famiglie, nelle nostre parrocchie e attorno a noi, che il disagio e la fatica per molti stanno crescendo. Per questo intendiamo richiamarci all’attenzione e alla corresponsabilità perché la sensibilità a questi problemi e la libertà di manifestarli crescano nelle nostre comunità e nelle nostre associazioni. Occorre attivarci secondo i doni di ciascuno (tempo, denaro, competenze ) ricordandoci che siamo solo custodi di essi e quando serve questi doni devono essere spesi per il bene di tutti.
Sollecitiamo quindi a concorrere alle varie iniziative che il nostro territorio ha predisposto ; in particolare il Fondo Diocesano di Solidarietà che la diocesi ha istituito per volere del Vescovo. Come cittadini inoltre occorre conoscere le realtà attive del nostro territorio (servizi istituzionali, agenzie, associazioni…) per saper indicare dove e come trovare le risposte più idonee ai problemi.
Rileviamo anche che, di fronte a problemi tanto complessi che hanno radici lontane e di cui sono perfino incerte le responsabilità e soprattutto le soluzioni, occorre tenere alto lo sguardo perché non sempre le soluzioni più urgenti sono le più efficaci. Rispondere ad un’urgenza, offrendo per esempio cibo, denaro, vestiti, casa … è indispensabile e doveroso in alcune circostanze, ma non sufficiente; lo sappiamo bene, questo non e’ il solo fine dell’azione profetica della comunità cristiana.
In conclusione facciamo nostre le parole espresse nel gennaio scorso dalla Presidenza Nazionale dell’AC che indicava come <
venerdì 3 aprile 2009
Piacenza-Bobbio, i riti della Settimana santa
Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa
Riti della Settimana Santa
presieduti dal Vescovo in Cattedrale
Domenica 5 aprile
Domenica delle Palme
Alle 18 nella Basilica di Sant’Antonino inizia la processione delle Palme verso la cattedrale dove alle 18,30 mons. Ambrosio celebra la S. Messa
Giovedì 9 aprile
Giovedì Santo
In cattedrale alle ore 9,30, Messa Crismale. Il Vescovo celebra con tutti i presbiteri della diocesi. Sono chiamati a prendere parte a questa celebrazione anche tutti i diaconi, i religiosi e religiose. Durante il rito vi sarà la benedizione degli olii santi che, al termine, saranno distribuiti ai parroci.
Durante la stessa celebrazione verrà ammesso tra i candidati al presbiterato un giovane seminarista della parrocchia di San Savino.
Triduo pasquale
Giovedì 9 aprile
Giovedì santo
alle ore 18.00: S. Messa nella Cena del Signore. La Chiesa fa memoria dell’ultima cena di Gesù.
Venerdì 10 aprile
Venerdì santo
alle ore 8.00: Ufficio delle Letture e delle Lodi.
alle ore 18.00: celebrazione della Passione del Signore.
Sabato 11 aprile
Sabato santo
alle ore 8.00: Ufficio delle Letture e delle Lodi.
alle ore 22.00: veglia pasquale. Durante il rito verranno battezzati alcuni catecumeni.
Domenica 12 aprile
Domenica di Pasqua
alle ore 11.00: Santa Messa. Al termine il Vescovo impartisce la benedizione apostolica con annessa l’indulgenza plenaria.Alle ore 18 il Vescovo presiede la celebrazione eucaristica nella concattedrale di Bobbio.
Ufficio stampa
Riti della Settimana Santa
presieduti dal Vescovo in Cattedrale
Domenica 5 aprile
Domenica delle Palme
Alle 18 nella Basilica di Sant’Antonino inizia la processione delle Palme verso la cattedrale dove alle 18,30 mons. Ambrosio celebra la S. Messa
Giovedì 9 aprile
Giovedì Santo
In cattedrale alle ore 9,30, Messa Crismale. Il Vescovo celebra con tutti i presbiteri della diocesi. Sono chiamati a prendere parte a questa celebrazione anche tutti i diaconi, i religiosi e religiose. Durante il rito vi sarà la benedizione degli olii santi che, al termine, saranno distribuiti ai parroci.
Durante la stessa celebrazione verrà ammesso tra i candidati al presbiterato un giovane seminarista della parrocchia di San Savino.
Triduo pasquale
Giovedì 9 aprile
Giovedì santo
alle ore 18.00: S. Messa nella Cena del Signore. La Chiesa fa memoria dell’ultima cena di Gesù.
Venerdì 10 aprile
Venerdì santo
alle ore 8.00: Ufficio delle Letture e delle Lodi.
alle ore 18.00: celebrazione della Passione del Signore.
Sabato 11 aprile
Sabato santo
alle ore 8.00: Ufficio delle Letture e delle Lodi.
alle ore 22.00: veglia pasquale. Durante il rito verranno battezzati alcuni catecumeni.
Domenica 12 aprile
Domenica di Pasqua
alle ore 11.00: Santa Messa. Al termine il Vescovo impartisce la benedizione apostolica con annessa l’indulgenza plenaria.Alle ore 18 il Vescovo presiede la celebrazione eucaristica nella concattedrale di Bobbio.
mercoledì 1 aprile 2009
Crisi, categorie economiche e sindacati dal vescovo
Piacenza - Dopo la colletta in un tutte le chiese tenutasi due domeniche fa, le categorie economiche e i sindacati incontreranno il vescovo Gianni Ambrosio per comunicare la nuova iniziativa decisa in questi giorni: la proposta ai lavoratori di devolvere un’ora della loro busta paga al fondo straordinario di solidarietà. L’incontro con il presule avverrà martedì prossimo nella sala degli affreschi di palazzo vescovile. È questa una delle decisioni meramente organizzative prese durante l’incontro del comitato anticrisi che si è tenuto nel pomeriggio di ieri nella sede della Caritas. Si trattava del terzo appuntamento dalla sua fondazione. Una riunione interlocutoria dedicata soprattutto alla messa a fuoco delle modalità con cui verranno erogati i microcrediti alle famiglie. Lunedì sera si sono incontrati, a questo proposito, i volontari che dovranno gestire i contatti con le persone e con le banche erogatrici dei prestiti, lunedì sera prossimo si ritroveranno le associazioni cattoliche.
Il testo integrale su Libertà del primo aprile 2009
Il testo integrale su Libertà del primo aprile 2009
domenica 29 marzo 2009
La diocesi: va bene la moschea ma solo come luogo di preghiera
Piacenza - La posizione della Chiesa cattolica diocesana su una eventuale moschea a Piacenza è molto chiara. A parlarne è il vicario generale monsignor Lino Ferrari: «Come diocesi nessuna opposizione ad un luogo di preghiera, tuttavia sappiamo che le moschee non sono solo un luogo di culto; sta all’autorità civile vigilare affinché non si creino problemi di ordine pubblico come avvenuto in altre città vicine, si veda a Milano». Favorevoli dunque al discorso dell’incontro tra religioni: «Il Papa ha ricercato un punto di contatto con l’Islam ricevendo i musulmani anche in Vaticano; noi, in diocesi, abbiamo momenti di incontro con alcuni gruppi attraverso la commissione per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso»; ma legittime anche le preoccupazioni espresse - precisa monsignor Ferrari - come cittadini. «Il nostro desiderio tuttavia - ribadisce il vicario generale - è che ci sia un clima di dialogo sereno e costruttivo con tutti». Favorevole alla moschea, ma sempre sotto condizione, suor Lina Guzzo, superiora provinciale delle Scalabriniane: «Tutti hanno diritto ad un luogo di culto, ma questo vale anche per i fedeli cristiani negli altri paesi del mondo».
fed.fri.
Il testo integrale su Libertà del 29 marzo 2009
fed.fri.
Il testo integrale su Libertà del 29 marzo 2009
sabato 28 marzo 2009
L'arcivescovo Marini: sulla tradizione nella Chiesa c'è troppa confusione
Piacenza - «Nella chiesa di oggi c’è una grande confusione sulla tradizione». A parlare è l’arcivescovo monsignor Piero Marini invitato ieri pomeriggio in Cattolica dall’Ucid (Unione cristiana imprenditori e dirigenti) di Piacenza. Il tema assegnato è la liturgia, di cui Marini, oggi presidente del Pontificio per i Congressi eucaristici internazionali, è uno dei massimi esperti. «Sulla tradizione nella Chiesa di oggi si fa troppa confusione - ribadisce all’auditorio -. Dobbiamo vedere che cosa è la tradizione andando al Concilio Vaticano Secondo. Questo Concilio è stato una novità o una rottura con il passato? Non possiamo dire che è stata una rottura con il passato perché abbiamo 150 anni prima del Concilio in cui si è parlato di riforma liturgica. Il Rosmini nel 1848 pubblicava il suo volume delle Cinque piaghe della chiesa il cui quella della mano sinistra del Cristo sulla croce era proprio l’allontanamento del popolo dalla liturgia». «Da allora si andò sviluppando il movimento della liturgia - continua l’arcivescovo piacentino di diocesi - che ha portato anche la Chiesa istituzionale ad accettare questa riforma. Si veda Pio X nel 1903 che parla della partecipazione attiva, Pio XII che ha fatto le grandi riforme della Settimana Santa e della Veglia Pasquale. Al 1962, al Concilio, ci si è arrivati preparati. Il Vaticano Secondo è stato il punto di arrivo di un cammino che ha portato i vescovi a piegarsi ai bisogni e alle necessità degli uomini e delle donne del nostro tempo con una liturgia partecipata e compresa. Bisognava risollevarsi per diventare non solo cristiani che professano un credo ma persone che vivono uno stile diverso di vita dagli altri».La figura di monsignor Marini non può essere considerata senza i 18 anni al fianco di papa Giovanni Paolo II come maestro delle cerimonie. Il prossimo 2 aprile ricorre il quarto anniversario della morte di Wojtyla. «L’ultima volta che l’ho visto da vivo è stato il 31 marzo del 2005 - racconta -. Lo ero andato a trovare, sapendo che ormai era arrivato alla fine. Nella stanza sono rimasto solo con lui per alcuni minuti. Il Papa ha alzato la sua mano e mi ha preso la mia, stringendola. Sento ancora questa sua mano attraverso la quale ha voluto comunicarmi il suo affetto, la sua riconoscenza, il suo saluto e la sua comunione». Sulla beatificazione: «Il fatto di avere aspettato ha dato a tutti la possibilità di riflettere su quello che ha fatto e che ha detto. Penso sia stato un aspetto positivo».
fri
Il testo integrale su Libertà del 28 marzo 2009
fri
Il testo integrale su Libertà del 28 marzo 2009
mercoledì 25 marzo 2009
Diocesi, una giornata per le famiglie
Domenica prossima, 29 marzo, le famiglie della diocesi si incontrano; l’appuntamento è presso la parrocchia di Santa Franca a Piacenza (via Vittime di Strà – angolo via Rio Farnese). L’iniziativa è dell’Ufficio diocesano per la pastorale del matrimonio e della famiglia che riprende così una tradizione che negli ultimi anni era passata in secondo piano.
La giornata inizierà alle ore 9,30 con un intervento di mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma e delegato per la famiglia presso la conferenza episcopale regionale dell’Emilia Romagna. Il presule terrà una relazione su: “Famiglia, luogo di educazione”.
Alle ore 12 Messa celebrata dal vescovo mons. Gianni Ambrosio e alle 13 pranzo.
Alle 14,30 è in programma un “grande gioco dei figli con i genitori” animato da organizzatori specializzati. Nel pomeriggio saranno disponibili stand di approfondimento e divulgazione con la partecipazione della Libreria Berti, dell’Istituto La Casa, del Consultorio famigliare, Dalla parte del bambino (associazione pro adozione e affido), Forum delle famiglie. La prossima giornata della famiglia sarà anche l’occasione per don Francesco Cattadori per incontrare gli esponenti di questo importante settore della diocesi. Don Cattadori è infatti alla guida dell’Ufficio per la pastorale del matrimonio solo da pochi mesi ed è quindi impegnato nella definizione di un proprio programma pastorale; un programma che metta in conto le difficoltà del momento. “In tempi come i nostri – commenta il sacerdote – è necessario riaffermare la famiglia come un bene irrinunciabile e da trasmettere alle nuove generazioni. Si ha l’impressione, purtroppo, che la nostra società sia disponibile a sempre nuovi modelli di famiglia con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti. E’ necessario che la nostra comunità riaffermi i valori della famiglia cristiana”. In questo rientra anche il ruolo che i genitori hanno come educatori e questo ci porta al programma pastorale diocesano in corso. Vi sono, però, anche problemi specifici che don Cattadori intende affrontare nel corso del suo mandato. In particolare cita la necessità di formare i formatori, soprattutto quelli dei corsi riservati ai fidanzati. Ricollegarsi alla tradizione non vuol dire, ovviamente, dimenticarsi che i tempi stanno cambiando. Lo stesso si dica per il crescente numero delle persone separate e divorziate. “Si tratta pur sempre – commenta don Cattadori – di battezzati e la Chiesa non può ignorare questi suoi figli per i quali va predisposta una specifica pastorale”.
Comunicato stampa diocesi Piacenza-Bobbio
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Comunicati diocesi Piacenza-Bobbio
martedì 24 marzo 2009
Mensa Caritas, tremila pasti solo in febbraio
Piacenza - La crisi procede al galoppo: nel solo mese di febbraio la Mensa della Fraternità della Caritas diocesana ha erogato tremila pasti caldi. Lo ha detto il direttore Giuseppe Chiodaroli rimarcando come nel 2008 ne siano stati erogati 12mila. Numeri che fanno ben capire come sia aumentato e sia sempre più fondamentale l’operato della Caritas nella società piacentina.
Il testo integrale su Libertà del 22 marzo 2009
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lunedì 23 marzo 2009
Ambrosio: in Europa serve un fronte comune anticrisi
Piacenza - Dall’Europa contro la crisi un fronte comune basato sulla solidarietà. Il vescovo Gianni Ambrosio ieri era di ritorno dalla sua prima assemblea al Comece, la Conferenza episcopale dei vescovi dei paesi dell’Europa Unita. A Bruxelles Ambrosio è andato come rappresentante della Cei. «Abbiamo incontrato le varie autorità della Ue - spiega il presule - e anche proposto alcuni suggerimenti affinché la solidarietà sia la risposta che la comunità europea deve dare proprio per superare la crisi». «Si avverte l’esigenza di un fronte comune conto la crisi - prosegue il vescovo -. Occorre anche dire che i paesi più dimenticati sono oggi quelli dell’est europeo che si trovano davvero in grande diffcoltà. In Polonia, ad esempio, la moneta si è svalutata del 50 per cento nel giro di due mesi. Questo comporta problemi enormi, non facilmente affrontabili se non con una solidarietà comune».
Il testo integrale su Libertà del 22 marzo 2009
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Dalla Fondazione 50mila euro anticrisi
Piacenza - Cinquantamila euro dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano contro la crisi. Li consegna il presidente Giacomo Marazzi al vescovo Gianni Ambrosio al termine della cerimonia di inaugurazione della nuova sede Caritas, alla presenza del direttore Giuseppe Chiodaroli. «Abbiamo pensato di mettere concretamente a disposizione della diocesi 50mila euro - spiega Marazzi - sperando che il nostro rappresenti anche un segnale in vista del proseguimento di questa iniziativa. Noi non abbiamo voluto rimanerne fuori». Si parla del fondo straordinario di solidarietà voluto dalla diocesi di Piacenza-Bobbio per finanziare gli interventi in aiuto di chi è colpito dalla crisi economica. Il vescovo Ambrosio ringraziato Marazzi e la Fondazione. «Non solo per la donazione - osserva il presule - ma anche per il gesto simbolico che può avere nella sensibilizzazione dell’opinione pubblica e dei singoli privati. Tutti dobbiamo darci una mano nel momento di difficoltà e di bisogno. Se riusciamo a riscoprire l’importanmza e il valore della solidarietà forse riusciamo anche a mettere una premessa buona per il futuro della nostra società».
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Il testo integrale su Libertà del 22 marzo 2009
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Il testo integrale su Libertà del 22 marzo 2009
Argomenti
Caritas,
comitato anticrisi
domenica 22 marzo 2009
In via Giordani la cattedrale della Carità
Piacenza - Se Piacenza ha una sua cattedrale dello spirito - il Duomo - in via Giordani, c’è anche quella della carità. È la nuova sede della Caritas diocesana di Piacenza-Bobbio che è stata inaugurata ufficialmente ieri mattina con il taglio del nastro da parte del prefetto Luigi Viana.
È monsignor Giampiero Franceschini, per 13 anni direttore della Caritas e oggi parroco di San Savino a prendere in prestito la definizione di monsignor Tonino Bello: la cattedrale della carità. Da una parte c’è «una struttura nuova - evidenzia il neo direttore Giuseppe Chiodaroli - una sede bella e funzionale che raggruppa in uno stesso edificio ciò che prima era diviso: gli uffici, il Centro di ascolto, il dormitorio. Unifica l’opera e lo spirito educativo». Dall’altra c’è il lavoro di chi ha raccolto dalla cava «pietra dopo pietra - osserva monsignor Franceschini - con la consapevolezza di mettere insieme i materiali per la costruzione di una cattedrale, di un’opera di utilità pubblica».
«È questo il luogo concreto in cui si incontra - evidenzia il vescovo Gianni Ambrosio - la testimonianza della mano amica che Dio rivolge a tutti noi con il dono del suo Figlio. La Caritas riceve la vita stessa di Dio ma deve guardare alla strada, alla piazza, sentire i bisogni della vita sociale. È il collegamento tra la vita di Dio e quella degli uomini». A sorpresa, Ambrosio chiede al prefetto di tagliare il nastro tricolore: «Mi pare bello che sia un rappresentante dello Stato a inaugurare questa casa. Ci ricorda che la Chiesa opera a favore della società così come Dio è nella storia degli uomini a favore della storia di ciascuno di noi». Il prefetto Viana accetta di buon grado: «Questa realtà costituisce una pietra della nostra società civile. Anche attraverso la solidarietà si creano maggiore legalità e sicurezza».
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Il testo integrale su Libertà del 22 marzo 2009
È monsignor Giampiero Franceschini, per 13 anni direttore della Caritas e oggi parroco di San Savino a prendere in prestito la definizione di monsignor Tonino Bello: la cattedrale della carità. Da una parte c’è «una struttura nuova - evidenzia il neo direttore Giuseppe Chiodaroli - una sede bella e funzionale che raggruppa in uno stesso edificio ciò che prima era diviso: gli uffici, il Centro di ascolto, il dormitorio. Unifica l’opera e lo spirito educativo». Dall’altra c’è il lavoro di chi ha raccolto dalla cava «pietra dopo pietra - osserva monsignor Franceschini - con la consapevolezza di mettere insieme i materiali per la costruzione di una cattedrale, di un’opera di utilità pubblica».
«È questo il luogo concreto in cui si incontra - evidenzia il vescovo Gianni Ambrosio - la testimonianza della mano amica che Dio rivolge a tutti noi con il dono del suo Figlio. La Caritas riceve la vita stessa di Dio ma deve guardare alla strada, alla piazza, sentire i bisogni della vita sociale. È il collegamento tra la vita di Dio e quella degli uomini». A sorpresa, Ambrosio chiede al prefetto di tagliare il nastro tricolore: «Mi pare bello che sia un rappresentante dello Stato a inaugurare questa casa. Ci ricorda che la Chiesa opera a favore della società così come Dio è nella storia degli uomini a favore della storia di ciascuno di noi». Il prefetto Viana accetta di buon grado: «Questa realtà costituisce una pietra della nostra società civile. Anche attraverso la solidarietà si creano maggiore legalità e sicurezza».
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sabato 21 marzo 2009
Preghiera e digiuno per i missionari martiri
Piacenza - Martedì prossimo 24 marzo, il Centro missionario diocesano propone anche a Piacenza una giornata di preghiera e di digiuno per i missionari martiri del nostro tempo. In particolare il programma prevede, nella basilica cittadina di Sant’Antonino, dalle 16 alle 18, l’adorazione eucaristica guidata dalle suore di Sant’Anna per la prima ora (16-17) e della suore scalabriniane per la seconda (17-18). Alle 18 il vescovo mons. Gianni Ambrosio presiederà la celebrazione di una Messa. Dalle 20,30 alle 6,30 del giorno seguente continuazione dell’adorazione eucaristica presso la Casa della Carità in via Vescovado.
Come detto si pregherà per tutti i martiri cristiani degli ultimi tempi. Solo nel 2008 la Chiesa cattolica ha registrato venti martiri: 1 arcivescovo, 16 sacerdoti, 1 religioso e 2 laici uccisi per motivi religiosi in Asia (4 India, 1 Iraq, 1 Sri Lanka, 1 Nepal, 1 Filippine), America (2 Messico, 1 Colombia, 1 Venezuela, 1 Brasile), Africa (2 Kenya, 1 Guinea Conakri, 1 Nigeria, 1 R.D.Congo) ed Europa (2 Russia).
La Chiesa piacentina ricorderà in particolare suor Leonella Sgorbati, nata a Gazzola nel 1940 e uccisa a Mogadiscio in Somalia il 17 settembre 2006. Questa in breve la sua scheda biografica. Nel 1963 entra a far parte delle Suore Missionarie della Consolata e prende i voti perpetui nel novembre 1972, dopo aver frequentato la scuola infermieri in Inghilterra. Nel 1972 si trasferisce in Kenya, dove presta servizio alternativamente al Consolata Hospital Mathari, Nyeri, e al Nazareth Hospital di Kiambu vicino a Nairobi.
Nel 1983 inizia gli studi superiori di scienze infermieristiche e nel 1985 diviene tutor della scuola infermieri del Nkubu Hospital, Meru. Nel novembre 1993 viene eletta superiora regionale delle Suore Missionarie della Consolata del Kenya. Dopo questo incarico, durato sei anni, si trasferisce all'ospedale di Mogadiscio, per studiare la possibilità di aprire una scuola infermieri nell'ospedale retto dall'organizzazione SOS Children's Village. La scuola viene aperta nel 2002, con l'operato di suor Leonella. Le prime 34 infermiere prendono il diploma nel 2006.
Per formare altri tutor per la scuola infermieri, ritorna in Kenya con tre nuove infermiere diplomate per iscriverle ad un corso della scuola medica. Al ritorno incontra difficoltà ad ottenere un visto per il rientro a Mogadiscio, per le nuove regole previste dalle corti islamiche che ora controllano la città e i suoi dintorni. Rientrata a Mogadiscio il 13 settembre 2006, il 17 settembre successivo viene uccisa all'esterno dell'ospedale pediatrico, assieme alla guardia del corpo.
Comunicato stampa diocesi Piacenza-Bobbio
Come detto si pregherà per tutti i martiri cristiani degli ultimi tempi. Solo nel 2008 la Chiesa cattolica ha registrato venti martiri: 1 arcivescovo, 16 sacerdoti, 1 religioso e 2 laici uccisi per motivi religiosi in Asia (4 India, 1 Iraq, 1 Sri Lanka, 1 Nepal, 1 Filippine), America (2 Messico, 1 Colombia, 1 Venezuela, 1 Brasile), Africa (2 Kenya, 1 Guinea Conakri, 1 Nigeria, 1 R.D.Congo) ed Europa (2 Russia).
La Chiesa piacentina ricorderà in particolare suor Leonella Sgorbati, nata a Gazzola nel 1940 e uccisa a Mogadiscio in Somalia il 17 settembre 2006. Questa in breve la sua scheda biografica. Nel 1963 entra a far parte delle Suore Missionarie della Consolata e prende i voti perpetui nel novembre 1972, dopo aver frequentato la scuola infermieri in Inghilterra. Nel 1972 si trasferisce in Kenya, dove presta servizio alternativamente al Consolata Hospital Mathari, Nyeri, e al Nazareth Hospital di Kiambu vicino a Nairobi.
Nel 1983 inizia gli studi superiori di scienze infermieristiche e nel 1985 diviene tutor della scuola infermieri del Nkubu Hospital, Meru. Nel novembre 1993 viene eletta superiora regionale delle Suore Missionarie della Consolata del Kenya. Dopo questo incarico, durato sei anni, si trasferisce all'ospedale di Mogadiscio, per studiare la possibilità di aprire una scuola infermieri nell'ospedale retto dall'organizzazione SOS Children's Village. La scuola viene aperta nel 2002, con l'operato di suor Leonella. Le prime 34 infermiere prendono il diploma nel 2006.
Per formare altri tutor per la scuola infermieri, ritorna in Kenya con tre nuove infermiere diplomate per iscriverle ad un corso della scuola medica. Al ritorno incontra difficoltà ad ottenere un visto per il rientro a Mogadiscio, per le nuove regole previste dalle corti islamiche che ora controllano la città e i suoi dintorni. Rientrata a Mogadiscio il 13 settembre 2006, il 17 settembre successivo viene uccisa all'esterno dell'ospedale pediatrico, assieme alla guardia del corpo.
Comunicato stampa diocesi Piacenza-Bobbio
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Comunicati diocesi Piacenza-Bobbio
Il vescovo Merisi a Piacenza: meno consumi voluttuari
Piacenza - Monsignor Giuseppe Merisi, vescovo di Lodi e presidente della Caritas Italiana, a Piacenza ha ribadito ciò che in questo momento sta a cuore a tutta la Chiesa, papa Benedetto XVI compreso. «Il tema della crisi economica è all’ordine del giorno in tutte le diocesi - dice monsignor Merisi - Da me a Lodi c’è il problema dell’Unilever di Casalpusterlengo. La Caritas Italiana incoraggia le diocesi a fare in modo che in ogni realtà ci sia una risposta alla perdita del lavoro da parte delle famiglie». Il vescovo Morisi evidenzia poi come la risposta di Piacenza-Bobbio con il fondo di solidarietà sia la strada giusta da seguire: «Il fondo corrisponde alle esigenze e alle attese del nostro territorio in cui c’è l’esigenza di tener conto di tanta gente che perde il posto di lavoro e che vede a rischio il suo futuro». Perchè tanta mobilitazione da parte della Chiesa? «Ci sono iniziative della società civile e delle diocesi - evidenzia il presidente della Caritas Italiana -. È importante che tutti si impegnino e che ci siano sinergie per evitare doppioni; è però necessario che quelle che sono proprie della comunità cristiana mantengano la loro caratteristica propria. Questa crisi è anche un’occasione per fare una riflessione: il Papa e la Cei insistono su due vocaboli: solidarietà e sobrietà. Non si tratta di diminuire i consumi, ma solo di pensarli in modo coerente con le necessità: meno consumi voluttuari ma più investimenti per uno sviluppo sostenibile con l’ambiente e la presenza sociale».
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Il testo integrale su Libertà del 20 marzo 2009
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Il testo integrale su Libertà del 20 marzo 2009
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Caritas,
Giuseppe Merisi
venerdì 20 marzo 2009
Romeni discriminati, la parrocchia ortodossa fa da garante
Piacenza - Discriminati nel lavoro e nella vita di tutti i giorni. La parrocchia romena di Piacenza esce allo scoperto. L’obiettivo è di denunciare la situazione di diffidenza che si è venuta a creare a Piacenza e provincia dopo gli stupri romani che hanno individuato a livello nazionale le responsabilità di immigrati romeni.
«A Piacenza non ci sono stati casi clamorosi, ma dopo i fatti di Roma la situazione è cambiata» denuncia padre Jurie Ursachi, parroco della chiesa ortodossa romena di Piacenza. Una parrocchia - dedicata a San Daniele solitario - che ha la propria sede nella chiesa di Santo Stefano (in via Scalabrini) messa disposizione dal vescovo di Piacenza-Bobbio ai tempi di monsignor Luciano Monari. «Solo l’altro giorno - fa sapere padre Ursachi - un nostro connazionale è entrato in un’agenzia immobiliare per chiedere una casa in affitto. Appena hanno saputo che era romeno lo hanno mandato via». «Sempre dopo i tragici fatti di Roma - continua il parroco - una coppia ha perso il lavoro: lui faceva il custode, lei la badante. Con gentilezza hanno detto loro che non servivano più e li hanno licenziati».
La comunità romena della provincia di Piacenza conta poco più di quattromila persone. Ogni domenica, nella chiesa di via Scalabrini, i fedeli sono circa duecento. «Ma nelle festività siamo molti di più», osserva padre Jurie. Trentadue anni, come permette la sua religione, è sposato ed ha quattro figli. Abita a Sarmato e lavora in una ditta che monta pareti di cartongesso. «Mi ha inviato in Italia il mio vescovo - spiega - per curare l’assistenza spirituale dei romeni ortodossi immigrati». Oggi si trova di fronte ad una vera e propria emergenza. «I romeni piacentini si sentono discriminati, sia sul lavoro sia nella vita privata. Dobbiamo tutelare l’immagine dei nostri connazionali onesti e che lavorano - dice - per questo metto a disposizione un numero di telefono 329/1687706, che poi è quello della parrocchia, per fare da garante». Non solo: «Ogni settimana vado nel carcere di Piacenza ad incontrare i romeni che vengono arrestati. Sono persone che devono essere recuperate, desideriamo che si rendano conto di quello che hanno fatto e che possano cambiare vita».
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Il testo integrale su Libertà del 19 marzo 2003
«A Piacenza non ci sono stati casi clamorosi, ma dopo i fatti di Roma la situazione è cambiata» denuncia padre Jurie Ursachi, parroco della chiesa ortodossa romena di Piacenza. Una parrocchia - dedicata a San Daniele solitario - che ha la propria sede nella chiesa di Santo Stefano (in via Scalabrini) messa disposizione dal vescovo di Piacenza-Bobbio ai tempi di monsignor Luciano Monari. «Solo l’altro giorno - fa sapere padre Ursachi - un nostro connazionale è entrato in un’agenzia immobiliare per chiedere una casa in affitto. Appena hanno saputo che era romeno lo hanno mandato via». «Sempre dopo i tragici fatti di Roma - continua il parroco - una coppia ha perso il lavoro: lui faceva il custode, lei la badante. Con gentilezza hanno detto loro che non servivano più e li hanno licenziati».
La comunità romena della provincia di Piacenza conta poco più di quattromila persone. Ogni domenica, nella chiesa di via Scalabrini, i fedeli sono circa duecento. «Ma nelle festività siamo molti di più», osserva padre Jurie. Trentadue anni, come permette la sua religione, è sposato ed ha quattro figli. Abita a Sarmato e lavora in una ditta che monta pareti di cartongesso. «Mi ha inviato in Italia il mio vescovo - spiega - per curare l’assistenza spirituale dei romeni ortodossi immigrati». Oggi si trova di fronte ad una vera e propria emergenza. «I romeni piacentini si sentono discriminati, sia sul lavoro sia nella vita privata. Dobbiamo tutelare l’immagine dei nostri connazionali onesti e che lavorano - dice - per questo metto a disposizione un numero di telefono 329/1687706, che poi è quello della parrocchia, per fare da garante». Non solo: «Ogni settimana vado nel carcere di Piacenza ad incontrare i romeni che vengono arrestati. Sono persone che devono essere recuperate, desideriamo che si rendano conto di quello che hanno fatto e che possano cambiare vita».
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Il testo integrale su Libertà del 19 marzo 2003
giovedì 19 marzo 2009
Un'ora di lavoro contro la crisi
Piacenza- Il ricavato di un’ora di lavoro dedicato alle famiglie colpite dalla crisi economica. È una delle proposte emerse dal secondo incontro del comitato formato dal vescovo Gianni Ambrosio per far fronte all’emergenza della crisi economica, seguendo una modalità osservata dalla gran parte delle diocesi italiane. Categorie economiche e sindacali hanno condiviso l’obiettivo del vescovo ed hanno dato il loro appoggio. Si concretizzerà in tre modi: l’adesione al fondo con un contributo, un’iniziativa di stimolo ai propri associati affinchè facciano lo stesso, un’iniziativa congiunta per promuovere il versamento di un’ora di lavoro da parte di tutti i lavoratori dipendenti della diocesi al quale le aziende dovrebbero partecipate con una quota equivalente al totale della somma versata dai propri lavoratori. Si spera, con questa iniziativa, di raggiungere una cifra di circa 40mila euro. Tra una quindicina di giorni il vescovo Ambrosio dovrebbe lanciare la proposta in un incontro ufficiale con tutte le categorie economiche.
All’incontro di ieri presenti monsignor Lino Ferrari, Giuseppe Chiodaroli e Massimo Magnaschi, Sandro Busca, Elena Zuffada, Elena Camminati, Paolo Rizzi, Enrico Corti, Carlo Sartori, Marco Rezzoagli più il direttore della Fondazione di Piacenza e Vigevano Massimo Sbordi.
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Il testo integrale su Libertà del 19 marzo 2009
All’incontro di ieri presenti monsignor Lino Ferrari, Giuseppe Chiodaroli e Massimo Magnaschi, Sandro Busca, Elena Zuffada, Elena Camminati, Paolo Rizzi, Enrico Corti, Carlo Sartori, Marco Rezzoagli più il direttore della Fondazione di Piacenza e Vigevano Massimo Sbordi.
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Il testo integrale su Libertà del 19 marzo 2009
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