lunedì 8 ottobre 2012

Don Cantoni, dietrofront

(fri) Dietrofront. La fraternità di sacerdoti fondata dal piacentino don Pietro Cantoni, almeno per il momento, non verrà a Piacenza. A rendere nota ufficialmente una notizia nell'aria da settimane è stato il vescovo Gianni Ambrosio rispondendo ad una domanda di un sacerdote durante la "Due giorni di formazione del clero" tenutasi la scorsa settimana. Questa mattina il vescovo renderà ufficiali le motivazioni del mancato arrivo di don Cantoni e i suoi all'interno del consiglio presbiterale diocesano. La venuta nella diocesi di Piacenza-Bobbio non è negata ma solo sospesa.


Si dovrà attendere che la fraternità sacerdotale Opus Mariae Matris Ecclesiae compia il suo cammino diventando una comunità di vita apostolica. Solo in quel momento potrà essere considerata alla stregua di una congregazione religiosa con legami più stretti fra i membri della stessa comunità. E' stato poi anche accennato ad una serie di perplessità da parte di alcuni rappresentanti del clero diocesano sull'arrivo della fraternità di don Cantoni, nonostante le rassicurazioni del sacerdote piacentino circa l'abbandono delle posizioni lefebvriane. Per il momento dunque la fraternità Opus Mariae Matris Ecclesiae, con i suoi nove preti più i seminaristi, continuerà a vivere in un centro di spiritualità a Selva di Filetto, in diocesi di Massa Carrara- Pontremoli.

04/10/2012 Libertà

6 commenti:

Anonimo ha detto...

La solita chiusura autolesionista, tipica dei piacentini.
Non importa se questi preti avrebbero dato una mano ai nostri pochi e vecchi parroci; non importa se, là dove sono, la gente è contenta di loro; non importa nemmeno se il loro capo è un concittadino, anzi, è un demerito, sempre secondo la mentalità piacentina.
Meglio non rischiare! Mettiamo che i fedeli, vedendoli all'opera, pretendono che anche gli altri preti ritornino a fare il loro mestiere?

Anonimo ha detto...

temo che i preti piacentini abbiano timore di confrontarsi e fare una figuraccia: questi sacerdoti porterebbero una ventata di freschezza e di rinnovamento allo stiracchiato vivacchiamento della diocesi piacentina, un'occasione persa per noi fedeli e anche per il clero piacentino che avrebbe un'occasione di stimolo. la questione lefevrismo e' puramente strumentale, sanno benissimo che non centra niente ma non avevano di meglio a cui attaccarsi

Anonimo ha detto...

Intanto le suore della Congregazione della Madonna del Divino Amore sono state CACCIATE dalla storica Casa della Giovane.. E la struttura inizia un lento decaldimento..

Anonimo ha detto...

Il clero di Piacenza è ridotto talmente male sia numericamente sia in quanto a formazione teologica-liturgica-culturale che qualsiasi apporto avrebbe dato frutti positivi. Ma stiamo parlando di un clero in parte anziano (ormai fuori gioco) e in parte sessantottino(ai vertici della curia) che non utilizza la "medicina della misericordia" per sacerdoti che vestono l'abito talare.

Unknown ha detto...

Si parla di 52 (cinquantadue) tra lettere e mail arrivate al vescovo contro l arrivo di don Cantoni in diocesi di Piacenza-Bobbio. Che cosa avreste fatto voi se foste stati il vescovo?

Gianni ha detto...

E' difficile per chi non lo e' mettersi nei panni del vescovo ma certamente ha agito in coscienza e prudenza scegliendo quello che riteneva il male minore, anche se era in contrasto con quello che avrebbe preferito scegliere.
Rimane lo stupore per l'atteggiamento di questi 52(e questo mi pare il vero scoop da approfondire) che sanno benissimo che l'unico che e' stato con Lefevre era don Cantoni, che si è staccato molti anni prima della rottura e che è, in base al suo comportamento ed ai suoi scritti, totalmente allineato con il regnante pontefice: temo purtroppo invece che sia proprio questo il motivo per cui non l'hanno accettato, che non "vogliono" essere in comunione con il papa e sarebbero costretti a confrontarsi sulle idee e sui comportamenti se questi sacerdoti entrassero in diocesi con il loro comportamento esemplare, il loro entusiasmo, la loro preparazione.
grazie dell'ospitalità.
Gianni