giovedì 17 gennaio 2008

Ambrosio, il 16 febbraio l'ingresso

Il 16 febbraio prossimo la cerimonia di ordinazione
di mons. Gianni Ambrosio

Il vescovo eletto di Piacenza-Bobbio mons. Gianni Ambrosio ha comunicato all'amministratore diocesano mons. Lino Ferrari che la cerimonia della sua ordinazione e della conseguente presa di possesso della diocesi si terrà nella cattedrale di Piacenza, il 16 febbraio prossimo, sabato, nel pomeriggio. La data è stata definita ieri in Vaticano dove mons. Ambrosio si è recato per la prevista professione di fede. Il solenne rito di ordinazione sarà presieduto dal Segretario di Stato della Santa Sede, card. Tarcisio Bertone.
Intanto mons. Ferrari ha confermato per domani pomeriggio, venerdì 18 gennaio, alle ore 15, la prima riunione del comitato diocesano che dovrà interessarsi della preparazione della cerimonia del 16 febbraio.


Ufficio stampa della diocesi di Piacenza-Bobbio

Ambrosio: il no al Papa è la sconfitta del buon senso


- Il rifiuto della Sapienza, un campanello d'allarme
- In Vaticano la professione di fede e il giuramento di fedeltà al Pontefice
- Ancora da definire la data d'ingresso in Piacenza-Bobbio


Piacenza -
«È un giorno triste per chi ha il buon senso, per chi cerca di ragionare, per chi va al di là degli steccati e cerca di pensare». Il vescovo eletto di Piacenza-Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio, commenta così l’annullamento della visita di papa Benedetto XVI all’università La Sapienza. Lo fa al termine della sua giornata romana di ieri, costellata dagli importanti impegni in Vaticano con i cardinali Giovanni Battista Re, Dario Castillon Hoyos e Tarcisio Bertone: la solenne professione di fede alla Congregazione per i vescovi, il giuramento di fedeltà al Papa, la definizione della data di ordinazione e di presa di possesso della diocesi di Piacenza-Bobbio (quest’ultimo incontro non ha ancora dato esito positivo). Ambrosio parla come assistente ecclesiastico generale della Cattolica e si dice profondamente preoccupato per quanto sta accadendo. «Dall’aria che si respira a Roma si capisce che, a livello di opinione pubblica internazionale, questo gesto avrà grandi ripercussioni» osserva monsignor Gianni Ambrosio. «Se per l’immagine che diamo al mondo l’immondizia di Napoli è l’immondizia italiana - evidenzia -, a livello internazionale il fatto che il Papa non vada alla Sapienza perché non è gradita la sua presenza, la sua parola, suona come una campana di allarme di quel declino dell’Italia che lascerà un segno molto preoccupante». «C’è il rischio di una deriva della realtà italiana - teme Ambrosio -, crediamo di essere chissà chi e alla fin fine 67 professori e qualche studente bloccano tutto. È veramente il segno di quel declino verso l’impotenza, il fanatismo, l’incapacità di ragionare. È tristissimo: siamo passati dai rifiuti di Napoli, come ha titolato qualcuno, al rifiuto della presenza del Papa; è la dittatura del relativismo».
Riflessioni, come detto, al termine di una giornata romana fondamentale per il vescovo eletto di Piacenza-Bobbio. Il desiderio iniziale era quello di incontrare il Papa al termine dell’udienza del mercoledì in aula Paolo VI: «Alla fine ho deciso di soprassedere, perché gli incontri programmati con il cardinale Re e con il cardinale Castrillon Hoyos avvenissero con tranquillità e senza fretta». Al mattino la professione di fede nella cappella del palazzo della Congregazione per i vescovi assieme al cardinale Re, al vescovo Monterisi e a monsignor Decio Cipolloni, assistente della Cattolica a Roma: «Si professa la propria fede con una sorta di Credo, in ginocchio davanti all’altare e con la firma finale».
Poi il giuramento all’Ecclesia del Sant’Ufficio. Giuramento di fedeltà al Vangelo, al Concilio Vaticano II, obbedienza al Papa, il legame con gli altri vescovi.
Infine l’incontro con il segretario del cardinale Bertone, monsignor Lech Piechota. Le date rimangono due, entrambe con i relativi problemi. Il 16 febbraio ci sono, al mattino, gli esercizi spirituali nella curia vaticana. Il Papa farà i saluti e sarà accompagnato dal cardinal Bertone. Bisognerà vedere a che ora terminerà di fare il suo intervento. Solo a quel punto Bertone potrà lasciare il Vaticano. Il problema del primo marzo è invece che il giorno successivo il primo ministro del Santo Padre dovrà partire per un viaggio all’estero di una settimana e dunque potrebbe non essere disponibile.
Federico Frighi

Il testo integrale dell'articolo su Libertà di oggi 17 gennaio 2008

Quando il sindaco Trabacchi chiese al vescovo Manfredini il libro sulle fonti di San Francesco. I ricordi di don Mazzari

Piacenza - «Il vescovo Manfredini non c’è più ma se ci fosse avrebbe scritto alla famiglia di Trabacchi. L’ho fatto io pensando di interpretare la sua volontà». Don Roberto Mazzari fu segretario del vescovo Enrico Manfredini quando Felice Trabacchi era sindaco di Piacenza. «Ho mandato alla famiglia due righe di ricordo interpretando quello che Manfredini avrebbe potuto dire - evidenzia il sacerdote -. Tra il vescovo e Trabacchi si era instaurato un clima di reciproca stima e di amicizia, pur con vedute diverse». «Amicizia anche oltre il loro ruolo istituzionale - ricorda . Una volta Manfredini mi chiese di recuperagli il volume delle fonti francescane che non si riusciva a trovare in commercio. È per il sindaco, mi disse. A Manfredini lo accomunava la grande passione per la gente». Tra le persone che ricordano l’ex sindaco Trabacchi anche il sacerdote piacentino monsignor Domenico Ponzini che, all’epoca della missione amministrativa di Trabacchi, era il cerimoniere del vescovo Enrico Manfredini. «Era un comunista cattolico - ricorda Ponzini - aveva mantenuto la sua formazione giovanile nonostante vivesse a Borgotrebbia dove, in quel periodo, l’atteggiamento verso la chiesa era un poco ostile. Lui non era lontano dalla chiesa. Lo vedevo nelle manifestazioni ufficiali: era molto rispettoso dell’autorità ecclesiastica».
fed.fri.

mercoledì 16 gennaio 2008

Il cardinale Tonini ricorda i duelli con il sindacalista Trabacchi

Felice Trabacchi (sindaco di Piacenza, sindacalista, avvocato, deputato), scomparso domenica scorsa a 85 anni, fu rivale di penna e di parola di un giovane don Tonini alla fine degli anni Quaranta. "Avevamo idee diverse - dice oggi il cardinale piacentino, 93enne - ma combattevamo per la stessa causa: il bene dei lavoratori"


Piacenza
- «La notizia della sua scomparsa mi addolora. Anche se avevamo idee diverse su molte cose, la causa per cui combattevamo era la stessa». Nella lunga storia del cardinale Ersilio Tonini, Felice Trabacchi occupa un posto privilegiato. L’ex sindacalista, comunista, sindaco, onorevole, avvocato, scomparso domenica scorsa a 85 anni, è stato uno degli avversari di penna e di parola più acerrimi ma nello stesso tempo corretti del giovane don Tonini, nel 1947 fresco di nomina alla direzione del settimanale diocesano, il Nuovo Giornale. Al cardinale, appena appresa la notizia al telefono, non occorre neppure fare mente locale. A 93 anni è ancora un fiume in piena. «Lo ricordo magnificamente - racconta -. Avevamo avuto un rapporto molto intenso. Uno scambio di vedute sui giornali di allora. Ci fu, anzi, un momento in cui sembrava che il confronto fosse li lì per scoppiare, che la polemica rischiasse di far divampare il fuoco». «Ebbene, Trabacchi (allora segretario della Camera del Lavoro, ndr.) venne a trovarmi - continua -. Nel frattempo avevo abbandonato la direzione del Nuovo Giornale ed ero parroco a Salsomaggiore. Penso che fosse venuto con lui l’avvocato Fiorani. Fu un incontro bellissimo, mi commosse immensamente». «Era sorto il sospetto che volessimo condannare il sindacato in quanto tale - evidenzia Tonini -. C’era il rischio che si creasse una frattura insanabile tra la Chiesa piacentina e il sindacato. La visita di Trabacchi fu un gesto di una nobiltà incredibile».
Il cardinale ricorda il sindacalista piacentino come una «persona molto preparata, un comunista che non osava termini polemici ed offensivi, come neppure noi, peraltro, usavamo la spada. Era una persona corretta, in anni difficili, di grandi tensioni».
Tonini torna indietro di 60 anni: «Intitolai il primo articolo che scrissi sul Nuovo Giornale “Attenti alla regina”. Pensavo al gioco degli scacchi, dove l’obiettivo è mangiare il re. Però quando uno punta l’attenzione soltanto sul re, finisce che poi ad un certo momento gli mangiano la regina. Che cosa volevo dire? Eravamo nel ’47. Tutti pensavano che l’oggetto della battaglia fosse la sinistra. Era un rischio grosso. Io sono figlio di contadini, conosco l’esperienza del mondo agricolo e del mondo del lavoro, so bene come stanno le cose. I grandi pericoli non venivano dalla sinistra o dal mondo sindacale, ma da altri. Dai gruppi che per proteggere il capitale creavano le vere difficoltà. Con la scusa di attaccare il comunismo si veniva meno ai diritti fondamentali».
Trabacchi, in fondo in fondo, era un comunista alla Guareschi, come Peppone e don Camillo. Almeno nei ricordi e nell’esperienza del porporato: «Era un uomo superiore, non era il capo popolo, non era la testa matta, aveva una sua personalità e una dignità, con uno stile che ha confermato anche quando è diventato sindaco e deputato. Il nostro rapporto è sempre rimasto amicale nel tempo. Era un sindacalista perfetto, attento ai problemi del mondo operaio; è per questo che io, figlio di contadini, combattevo per la stessa causa, anche se da uno schieramento diverso».
Federico Frighi

Il testo integrale dell'articolo su Libertà di oggi, 16 gennaio 2008

Ambrosio, una task force per l'ingresso

Piacenza - (f.fr.) La data dell’ordinazione e dell’entrata in diocesi del vescovo eletto monsignor Gianni Ambrosio ancora non arriva. Tuttavia ieri è ufficialmente iniziato il conto alla rovescia per la preparazione della relativa cerimonia. Sarà una corsa contro il tempo se verrà confermata la data del 16 febbraio (fino a ieri la più probabile); 15 giorni in più se prevarrà quella del primo marzo. Intanto l’amministratore diocesano monsignor Lino Ferrari ha reso noto i nomi dei componenti del Comitato (sedici persone) incaricato di organizzare la cerimonia di ordinazione e di presa di possesso. Presidente sarà lo stesso monsignor Ferrari, segretario Fausto Fiorentini, responsabile dell’ufficio stampa della diocesi. Compongono il Comitato Vittoria Avanzi, capo di gabinetto del sindaco di Piacenza, Renza Malchiodi, dirigente dell’ufficio attuazione programma, comunicazione, partecipazione e sicurezza del Comune di Piacenza, suor Franca Barbieri (dell’Usmi, Unione superiori maggiori italiane), don Giuseppe Basini, segretario del vescovo e amministratore parrocchiale di Sant’Antonino, monsignor Giuseppe Busani, consultore ed ex vicario episcopale per la pastorale, don Paolo Camminati, responsabile della pastorale giovanile della diocesi, Teresio Cerini, presidente dell’Associazione di volontari Priscilla, monsignor Anselmo Galvani, parroco della cattedrale di Piacenza, don Riccardo Lisoni, amministratore parrocchiale di Santa Brigida, don Davide Maloberti, direttore de il Nuovo Giornale, Roberto Porcari, diacono e vice dell’ufficio missionario, Luigino Taramino, segretario dell’amministratore diocesano, Romeo Astorri, preside di giurisprudenza nella sede piacentina dell’Università Cattolica, monsignor Eliseo Segalini, presidente del Capitolo dei canonici della cattedrale di Piacenza. Il primo incontro si terrà venerdì prossimo, 18 gennaio, alle ore 15, nella Curia di Piacenza.

Il testo integrale su Libertà di oggi 16 gennaio 2008

martedì 15 gennaio 2008

Ambrosio, ecco il comitato per le celebrazioni

L’Amministratore Diocesano mons. Lino Ferrari ha reso noto il nome dei componenti del Comitato incaricato di organizzare la cerimonia di ordinazione e di presa di possesso della Diocesi da parte del vescovo eletto mons. Gianni Ambrosio.

Presidente mons. Lino Ferrari, segretario Fausto Fiorentini.

Lo compongono:

Avanzi dott.ssa Vittoria e Marchiodi dott.ssa Renza (in rappresentanza del Sindaco di Piacenza),
Barbieri suor Franca,
Basini don Giuseppe,
Busani mons. Giuseppe,
Camminati don Paolo,
Cerini Teresio,
Galvani mons. Anselmo,
Maloberti don Davide,
Porcari Roberto,
Taramino Luigino.


Il comitato, in particolare, si interesserà dei seguenti settori: contatti con tutti i mass media, inviti e pubbliche relazioni, celebrazione, comunicazione, logistica, disposizione posti in cattedrale, servizio in cattedrale.
Il comitato è convocato, per la seduta di insediamento, a PalazzoVescovile, venerdì prossimo, 18 gennaio, alle ore 15.

Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa

Ambrosio giura in Vaticano


Piacenza - (f.fr.) Partirà oggi per Roma il vescovo eletto di Piacenza-Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio che domani, in Vaticano, dovrà professare il solenne giuramento alla Congregazione dei vescovi. Un passaggio essenziale in vista della sua ordinazione e della sua entrata in diocesi. Sempre domani dovrà presentarsi all’Ecclesia del Sant’Uffizio ma, soprattutto, dovrebbe incontrare Benedetto XVI al termine dell’udienza del mercoledì. Sempre dalla trasferta romana dovrebbe arrivare la data definitiva del suo arrivo ufficiale a Piacenza: 16 febbraio o primo marzo. La speranza di molti è che sia il 16 febbraio. A ieri sera la data non era ancora stata decisa.

Ambrosio in Terrasanta 3

Il vescovo eletto di Piacenza-Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio, celebra la messa nel pellegrinaggio d'inizio 2008 con gli amici dell'Università Cattolica del Sacro Cuore. Monsignor Ambrosio (al centro) nella foto indossa lo zucchetto da vescovo.

lunedì 14 gennaio 2008

A Parma un vescovo piacentino?

Piacenza Sarà un piacentino il prossimo vescovo della diocesi di Parma? I “rumors”, piuttosto insistenti, provengono da oltre Taro, e parlano di un monsignore non ancora presule, con esperienze in parrocchia ma anche con incarichi di una certa responsabilità a livello diocesano. I nomi che più ricorrono sono gli stessi che già si erano fatti lo scorso autunno: i due monsignori piacentini Lino Ferrari e Giuseppe Busani. Il primo amministratore diocesano in carica, il secondo ex vicario episcopale ed oggi membro del collegio dei consultori... Di certo si sa che l’annuncio della nomina del nuovo vescovo di Parma verrà dato sabato prossimo 19 gennaio, nel duomo della città, alle ore 12 in punto... L’annuncio è stato dato venerdì scorso dal settimanale diocesano di Parma. Altra cosa certa è il giorno della nomina del nuovo vescovo di Parma: prima di Natale, in concomitanza con quella di monsignor Gianni Ambrosio. I conti sono presto fatti. Dopo la plenaria della Congregazione per i vescovi che si riunisce in Vaticano per ufficializzare la terna, il prefetto della Congregazione, cardinale Giovanni Battista Re, deve portare al Papa i tre nomi dai quali il Santo Padre sceglie il nuovo vescovo; la pratica passa poi alla nunziatura apostolica in Italia dove il nunzio chiama il sacerdote scelto e gli comunica la decisione del Papa; il sacerdote ha 24 ore di tempo per accettare, dopo di che (in caso positivo) il nunzio comunica la decisione a colui che regge la diocesi vacante imponendogli il segreto pontificio fino al giorno dell’annuncio. Un iter che dura dai 12 ai 15 giorni. Impossibile dunque che il nuovo vescovo di Parma sia stato deciso nel 2008. Tenendo conto delle festività natalizie ecco che si arriva, a ritroso, sino ai giorni della nomina di monsignor Ambrosio, confermando le voci dei sacri corridoi che davano contemporanea la scelta di Piacenza e Parma. Il fatto che per l’annuncio di Parma si sia aspettato così tanto (quasi un mese) potrebbe effettivamente essere collegato alla necessità (per l’eventuale sacerdote piacentino) di accompagnare il vescovo eletto Ambrosio il più possibile verso la sua presa di possesso.
Federico Frighi

Il testo integrale dell'articolo su Libertà di oggi, 14 gennaio 2008

domenica 13 gennaio 2008

Ambrosio in Terrasanta 2


Monsignor Gianni Ambrosio (al centro in prima fila) con il rettore della Cattolica, Lorenzo Ornaghi (il primo alla destra del vescovo eletto di Piacenza-Bobbio) e il gruppo di milanesi durante il pellegrinaggio d'inizio 2008.

sabato 12 gennaio 2008

Il ricordo di don Ciatti


Mercoledì una messa in Sant'Antonino

Un anno fa, il 16 gennaio 2007, moriva monsignor Gianfranco Ciatti (nella foto). Il sacerdote sarà ricordato mercoledì prossimo, 16 gennaio, alle ore 18, con una messa celebrata nella basilica di Sant’Antonino dall’amministratore diocesano monsignor Lino Ferrari e da altri sacerdoti tra cui don Giuseppe Basini che regge attualmente la parrocchia di Sant’Antonino di cui monsignor Ciatti era amministratore parrocchiale.

Unità cristiani, la settimana compie un secolo

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

Si tiene da venerdì prossimo, 18 gennaio, a venerdì, 25 gennaio, la tradizionale “settimana di preghiera per l’unità dei cristiani”, iniziativa che compie quest’anno un secolo di vita, essendo nata nel 1908 nel mondo anglicano.
Anche a Piacenza è previsto un ricco calendario di manifestazioni proposto dal Segretariato Attività Ecumeniche (SAE), dal Centro Culturale Evangelico John Wesley, dalle Chiese Ortodosse Macedone, Rumena, Russa e dalla Chiesa Cattolica (per la diocesi di Piacenza-Bobbio la commissione diocesana per l’ecumenismo, il rapporto con l’ebraismo e il dialogo interreligioso; piazza Duomo 33, tel.0523.308.311, ecumenismo@diocesipiacenza-bobbio.org, delegato don Ezio Molinari).

Questo il programma delle iniziative:

Venerdì 18 gennaio, alle ore 18, nella chiesa di San Giuseppe Operaio di Piacenza celebrazione ecumenica;
sabato 19 gennaio alle ore 18, nella chiesa metodista di via San Giuliano 7, culto evangelico;
domenica 20 gennaio ore 10, nella chiesa ortodossa rumena presso la chiesa di Santo Stefano, in via Scalabrini 19, divina liturgia;
martedì 22 gennaio, alle ore 18, nella chiesa di San Dalmazio in via Mandelli 23, celebrazione della Parola con la Consulta delle aggregazioni laicali cattoliche;
mercoledì 23 gennaio, alle ore 21, nell’oratorio del Corpus Domini in via Farnesiana 24, conferenza su: “Siano portatori d’acqua per tutta la comunità (Gs 9,21). Battezzati per servire tutti i popoli”. Relatori il prof. Fulvio Ferrario della Facoltà teologica valdese di Roma e mons. Giuseppe Busani, già vicario per la pastorale della diocesi di Piacenza-Bobbio;
giovedì 24 gennaio, alle ore 10, presso il seminario vescovile di via Scalabrini 65, conferenza del prof. Fulvio Ferrario sul tema: “Siano portatori d’acqua per tutta la comunità (Gs 9,21). Orizzonti ecumenici del Battesimo”;
alle ore 18 dello stesso giorno, nella chiesa del Carmelo di via Spinazzi 36, celebrazione dei vespri secondo la tradizione cattolica;
venerdì 25 gennaio, alle ore 21, presso l’Istituto diocesano di musica sacra “San Cristoforo”, in via Genocchi 17, concerto della cappella musicale Maestro Giovanni diretta dal maestro Massimo Berzolla.

Ambrosio, per l'ingresso pronti 100 volontari


Si prepara la cerimonia d'ingresso. Un bagno di folla e l'abbraccio dei giovani

Piacenza -
Oltre cento saranno i volontari di parrocchie ed associazioni cattoliche che si occuperanno di tutti i vari aspetti dell’ordinazione e dell’entrata in diocesi del nuovo vescovo di Piacenza-Bobbio. È uno degli aspetti ai quali si è accennato all’interno del collegio dei consultori riunitosi in Curia ieri mattina.
La data certa non c’è ancora ma, come ha più volte confermato lo stesso monsignor Gianni Ambrosio (nella foto, sulle rive del Giordano, Terrasanta 2008), si parla del 16 febbraio o del primo di marzo. Dipenderà dagli impegni del principale consacrante, il cardinale Tarcisio Bertone. In febbraio dovrà partire per gli Stati Uniti al fine di definire gli ultimi dettagli del viaggio del Papa, previsto per il prossimo aprile. Il primo marzo, peraltro, è già fissato l’ingresso a La Spezia del nuovo vescovo Francesco Moraglia. Nelle prossime ore la decisione che Ambrosio comunicherà all’amministratore diocesano monsignor Lino Ferrari. Ieri mattina, nella Curia di Piacenza, si è tenuto il terzo collegio dei consultori da quando la sede piacentina è divenuta vacante. È stato dato il via libera al Comitato diocesano che preparerà la cerimonia d’ingresso del nuovo vescovo. «Si sono fatti i nomi di una decina di persone - spiega monsignor Ferrari - che sto contattando personalmente». Saranno un po’ come capi area che, a loro volta, potranno avvalersi di loro personali collaboratori. Ognuno si occuperà di uno specifico settore: la liturgia, la logistica, i rapporti con il Comune di Piacenza, quelli con i mezzi di comunicazione, gli inviti, il rinfresco, i volontari. Non sarà una cerimonia imponente come quella dell’ingresso del vescovo Luciano Monari a Brescia; tuttavia di quell’esperienza, monsignor Ferrari (presidente del comitato) sembra intenzionato ad importare alcuni aspetti. Il calore dei giovani, ad esempio. «Stiamo pensando ad un momento per loro assieme al vescovo - dice -, uno spazio in cui i giovani possano esprimersi». Il bagno di folla: «Monsignor Ambrosio ama il contatto con la gente e ci sarà dunque anche questo momento». La celebrazione: «Dovrà essere ben preparata ed ordinata. A questo proposito faremo un incontro con gli operatori dell’informazione».
Federico Frighi

Il testo integrale su Libertà di oggi 12 gennaio 2008.

venerdì 11 gennaio 2008

Ambrosio in Terrasanta


Il vescovo eletto di Piacenza-Bobbio, monsignor Gianni Ambrosio, sul Monte Nebo verso la terra promessa, nel pellegrinnaggio di inizio 2008.

Don Musso vicario a Podenzano

Comunicato della Cancelleria vescovile

Con Atto proprio dell’Amministratore Diocesano il M.R. Musso don Emanuele Massimo, finora vicario parrocchiale a Borgo Val di Taro, Provincia di Parma, è stato nominato vicario parrocchiale della parrocchia di San Germano in Podenzano, Provincia di Piacenza.

Piacenza, dalla Curia Vescovile, 9 gennaio 2008
il Cancelliere Vescovile
don Mario Poggi

giovedì 10 gennaio 2008

Ambrosio: "Vorrei intervistare io i giornalisti su Piacenza"

Questa mattina il vescovo eletto di Piacenza-Bobbio, Gianni Ambrosio, ha incontrato per la seconda volta i giornalisti piacentini nella curia di piazza Duomo. Ecco alcune sue frasi:

L'INGRESSO - "Un'unica celebrazione per l'ordinazione e la presa di possesso nel duomo di Piacenza. "Saremo anche in Quaresima e dunque occorrerà limitare tutte quelle celebrazioni che ci possono distogliere dal cammino che porta alla Pasqua".
BOBBIO - "Vorrei fare una celebrazione d'ingresso anche nella cattedrale di Bobbio o il giorno successivo o la domenica dopo".
IL PAPA - "Mercoledì prossimo andrò alla congregazione per i vescovi per la professione di fede ed il giuramento, non so se riuscirò a vedere anche il Santo Padre. Mi piacerebbe ringraziarlo per la nomina".
I GIORNALISTI - "Vorrei rivolgere io qualche domanda ai giornalisti chiedere qualche cosa di Piacenza, di come vedete la diocesi, il territorio. La mia non è una provocazione ma un desiderio di conoscenza".

Chiesa e non solo nel marasma mediatico

Nel marasma mediatico odierno mi sembra significativo riportare questo scritto di monsignor Luciano Monari, risalente allo scorso 4 novembre in occasione della giornata per il quotidiano Avvenire. Penso sia valido per tutto.

"Chiesa strumentalizzata
nel marasma mediatico"



C’è un modo semplice per creare dal nulla una notizia appetibile: basta prendere le dichiarazioni di una persona pubblica che riesca a suscitare sentimenti forti di simpatia o di antipatia; estrarre da queste dichiarazioni un elemento significativo isolandolo dal contesto; dare l’interpretazione più provocatoria possibile e lanciare la notizia. È accaduto così per il discorso di Benedetto XVI a Ratisbona dove la citazione di un testo medievale è stata fatta passare per un giudizio del Papa sull’Islam; è accaduto così per alcune dichiarazioni di monsignor Bagnasco quando gli è stato attribuito falsamente un giudizio odioso sui Dico. E gli esempi si potrebbero moltiplicare. In Italia la Chiesa fa notizia; ma fa notizia solo quando la si può collocare, a torto o a ragione, da una parte dello schieramento politico o la si può contrapporre polemicamente ad altre posizioni. Non è facile, in questo marasma della comunicazione, venire a sapere con precisione i fatti e riuscire a dare interpretazioni corrette, che rispettino i fatti stessi. Accade così che tensioni politiche o culturali si scaricano anche all’interno delle comunità cristiane creando sospetti, giudizi, contrapposizioni dolorose. Se non vogliamo lasciarci condizionare da visioni tendenziose, dobbiamo procurarci informazioni che siano complete e corrette, che nascano da una conoscenza dei meccanismi reali che operano nella vita ecclesiale. Non si tratta di rifiutare a priori i giudizi laicisti e nemmeno quelli anticlericali. Si tratta, però, di disporre degli strumenti conoscitivi necessari per valutare correttamente quello che viene detto di noi. Avvenire fa quello che qualche anno fa veniva chiamata “controinformazione”. Temi come quello della famiglia e della vita, dell’eutanasia e del testamento biologico, dell’Otto per mille e dell’esenzione Ici, sono bombe che vengono confezionate e gettate con piacere nello spazio della discussione pubblica. È giusto ascoltare, riflettere, formarsi un giudizio equilibrato; ma è necessario avere davanti i dati del problema, senza censure e senza alterazioni. E questo, purtroppo, non è la condizione di chi s’informa solo su giornali cosiddetti “laici”.

Avvenire, 4 novembre 2007
Monsignor Luciano Monari, Vescovo di Brescia

mercoledì 9 gennaio 2008

"Ambrosio, riscopriamo il valore del pellegrinaggio"

Di ritorno dalla Terrasanta il vescovo eletto di Piacenza-Bobbio riflette sul valore dei viaggi cristiani e si prepara all'ordinazione e ad entrare in diocesi

Piacenza - «Il pellegrinaggio ha questa funzione: ricordare ciò che ci caratterizza come cristiani; non siamo dei vagabondi, abbiamo una meta. Sappiamo da dove veniamo e sappiamo dove andiamo. Il pellegrinaggio serve a questo». Monsignor Gianni Ambrosio, neo vescovo eletto di Piacenza-Bobbio, è appena tornato dalla Terrasanta, dal viaggio alle origini della cristianità organizzato dall’università Cattolica del Sacro Cuore prima della sua nomina come successore di monsignor Monari. Da ieri mattina è già al lavoro nel suo studio di Milano, in largo Gemelli 1. Sarà di nuovo a Piacenza in settimana, per incontrare l’amministratore diocesano monsignor Lino Ferrari. Una settimana decisiva in cui deciderà la data ufficiale del suo ingresso in duomo, il motto e verosimilmente lo stemma. Intanto definisce il suo viaggio in Terrasanta una sorta di «rinascita», ed invita tutti i piacentini a riscoprire il vero senso dei pellegrinaggi; assicurando che, quando sarà vescovo di Piacenza-Bobbio, una delle sue attenzioni sarà proprio quella rivolta ai viaggi cristiani.
Il pellegrinaggio di monsignor Gianni Ambrosio, alla luce di quanto è poi accaduto - la scelta come presule di Piacenza-Bobbio, appunto -, ha assunto un sapore particolare. «Riascoltare la voce del Signore che ti chiama - dice -, ti ritiene all’altezza di un compito, e ti manda; un viaggio per ricalcare le orme del Signore Gesù e per sentirsi davvero spronati a svolgere il compito che ci ha affidato». Ancora: «È stato un ripartire da quei luoghi in cui è avvenuta la straordinaria comunicazione di Dio, sentirsi investiti da questo messaggio, respirare questo clima particolare è come rinascere di nuovo». In Terrasanta Ambrosio è stato una dozzina di volte: «La prima durante l’Intifada, su invito del cardinal Martini». Ogni volta c’è qualche cosa che parla in questo viaggio particolare: un’atmosfera, una luce nuova. «Betlemme» non ha dubbi monsignor Ambrosio. «Il luogo più toccante è stato Betlemme. Per noi era la festa dell’Epifania, mentre per la chiesa ortodossa e per tutta Betlemme si celebrava il mistero del Natale. Vedere tutte quelle persone che dalla Russia, dalla Grecia, le più diverse popolazioni che lì arrivavano per professare le loro fede, per accogliere quella luce della stella che guida il cammino di tutti, è stato un momento particolarmente significativo per me». Ecco perché nel suo ministero di vescovo, Ambrosio non potrà non avere a cuore i viaggi cristiani. «Recuperare la dimensione fondamentale del pellegrinaggio è importante per la vita umana e per quella cristiana, sapere che si proviene da ... e si va a ..., mi pare sia un aspetto davvero decisivo; altrimenti si resta lì a cogliere l’attimo fuggente, dimenticando che siamo stati generati, che siamo in cammino verso la salvezza. Se si dimentica la figura del pellegrino si diventa dei girovaghi che non sanno dove andare». Mercoledì prossimo 16 gennaio sarà in Vaticano per la professione di fede e per il giuramento solenne. Poi la chiamata al cardinale Tarcisio Bertone per definire la data dell’ordinazione, e quella all’amministratore diocesano, monsignor Lino Ferrari, per organizzare la sua prossima visita piacentina di questa settimana.
Federico Frighi

Il testo integrale dell'articolo su Libertà di oggi 9 gennaio 2008

Sidney, in 50 da Piacenza alla Gmg

La diocesi di Piacenza-Bobbio farà base a Melbourne

Piacenza - Saranno poco più di 50 i piacentini che il prossimo luglio parteciperanno alla Giornata mondiale della gioventù 2008 a Sidney, in Australia, con papa Benedetto XVI. Il gruppo della diocesi è guidato da don Paolo Camminati, responsabile della pastorale giovanile e conta una quarantina di persone, compresi alcuni rappresentanti della diocesi di Fidenza. A questi si aggiungeranno i giovani delle comunità neocatecumenali. Un numero di partecipanti esiguo rispetto alla giornata di Colonia quando i piacentini erano circa un migliaio. A pesare i costi per raggiungere l’Australia, superiori ai duemila euro. Nei giorni che precedono la settimana della Gmg 2008, le diocesi d’Australia e Nuova Zelanda accoglieranno i giovani del mondo in quello che si può definire «uno scambio culturale nel contesto della fede».
La diocesi di Piacenza-Bobbio viaggerà assieme alle altre dell’Emilia Romagna e farà base a Melbourne. Le attività giornaliere, organizzate dalle diocesi locale, includeranno incontri a tema con la comunità cattolica del luogo, attività culturali e visite guidate, preghiera e visite a santuari locali, coinvolgimento in progetti sociali. Tutto nella settimana dal 10 al 15 luglio. Poi vi sarà il trasferimento a Sidney dove, il giorno 16, si terrà la Santa Messa di benvenuto celebrata dal cardinale George Pell, seguita da un concerto. Papa Benedetto XVI giungerà a Sidney il 18 luglio. Dopo la cerimonia di benvenuto, il giorno successivo si terrà la Via Crucis e il 20 il pellegrinaggio verso l’Ippodromo di Randwick, luogo ove si svolgerà la messa conclusiva. Veglia di preghiera con il Santo Padre e pernottamento all’aperto, il 21 la messa con il Papa e le celebrazioni di chiusura della ventitreesima Gmg. Il 22 luglio il ritorno in Italia.
Federico Frighi

Il testo integrale dell'articolo su Libertà di oggi 9 gennaio 2008

martedì 8 gennaio 2008

Don Milani, cinquant'anni fa il ritiro di Esperienze pastorali

Ricevo e volentieri pubblico la recensione del libro su don Milani scritto da Sergio Tanzarella, docente di storia del cristianesimo alla pontificia facolta' teologica dell' Italia Meridionale di Napoli. Cinquant'anni fa veniva ritirato dal commercio il libro Esperienze pastorali.

Le sarei veramente grato se a beneficio delle sue lettrici e lettori, potesse dedicare un po' di attenzione al miglior libro edito nel 2007 su don Lorenzo Milani nel contesto del primo quarantennale della sua morte. Trattandosi di un libro edito da una piccola e coraggiosa editrice siciliana ( Edizioni Il Pozzo di Giacobbe / Trapani) sconta il problema della distribuzione, elemento chiave nell'asfittico panoramana editoriale italiano. Il libro è di Sergio Tanzarella "Don Milani, gli anni difficili 1958/59. Tommaso Fiore e le Esperienze pastorali". Quali gli elementi di interesse? Una contestualizzazione storica e sociologica di prim'ordine. La qualita' delle fonte inedite esibite. Il capitolo de "La Ricreazione", uno dei capisaldi di ''Esperienze Pastorali'', l'unico libro scritto da don Milani. E' possibile vedere come questo capitolo e' nato e come sia stato modificato secondo i consigli del revisore ecclesiastico, il domenicano padre Reginaldo Santilli. Questo libro inoltre presenta, con fotoriproduzione reprint, un carteggio di 12 pezzi in tutto tra don Lorenzo Milani e l'intellettuale pugliese, convinto meridionalista, Tommaso Fiore. Il carteggio ha avuto origine dal provvedimento vaticano - reso noto il 20 dicembre 1958 ( sotto Giogvanni XIII) di ritiro dal commercio di ''Esperienze Pastorali" - perche' valutato in quella temperie "inopportuno'' ( In questo carteggio don Milani scrive che egli ha un suo punto di riferiento in don Giuseppe Dossettti). Il libro di Tanzarella, docente di storia del cristianesimo alla pontificia facolta' teologica dell' Italia Meridionale di Napoli, ha un suo valore anche per il 2008 quando cadra' il cinquantesimo del succitato provvedimento.
Con un cordiale saluto,
Maurizio Di Giacomo