martedì 16 dicembre 2008

Domenica 21 il concerto di Natale di Sacricorridoi

Domenica 21 dicembre alle ore 21 nell'auditorium Casa del Popolo di via Veneziani a Rivergaro si terrà il concerto di Natale dei 4/4 Quartet con Elisabetta Fanzini (violino), Giorgia Gazzola (soprano), Luca Mezzadri (percussioni), Corrado Pozzoli (pianoforte).
Il giovane quartetto è composto da musicisti eclettici che vantano una formazione poliedrica ed esperienze professionali in diversi generi musicali. Di recente formazione, il quartetto offre un repertorio variegato proponendo melodie cantabili e ritmi travolgenti senza rinunciare ad arrangiamenti originali e virtuosismi.
Il concerto è organizzato da SACRICORRIDOI in collaborazione con GAZZOLA CONSULENZA IMMOBILIARE (sponsor), con il patrocinio del COMUNE DI RIVERGARO ed il prezioso aiuto del Circolo Sant'Agata della parrocchia di Rivergaro e di Tramballando.

lunedì 15 dicembre 2008

Ambrosio: nel 2009 ripartiamo dall'essenziale

Piacenza - Un 2009 in cui riscoprire quali sono i valori fondamentali della vita. Sarebbe il regalo più gradito per il vescovo Gianni Ambrosio.
«Sarebbe davvero buona cosa se, aiutandoci reciprocamente, ci sforzassimo di mettere al centro la dimensione educativa, il far crescere, il promuovere, l’offrire un orizzonte più ampio rispetto ai problemi della vita quotidiana. Il clima culturale complessivo deve essere di crescita intelligente, non solo per i bambini ma per tutti, anche per le persone adulte. Ecco perché parlo di formazione permanente». Non è un caso che alla fine di maggio del 2009 la diocesi di Piacenza-Bobbio faccia partire la missione popolare. «Far partire una missione popolare è la consapevolezza che abbiamo bisogno di uno spazio per ritrovare gli elementi portanti della nostra vita cristiana, ecclesiale, sociale. Se noi riusciamo ad evidenziare ciò che veramente conta nella vita, abbiamo già fatto la missione popolare: perchè avremo trovato l’essenziale. Poi potremo realizzare questa e quell’altra cosa. Ma partendo da lì. Desidererei proprio, nel nuovo anno, che l’aspetto di educazione di base e missione popolare convergessero e ponessero al centro la realtà della famiglia e della scuola».
fed.fri.

Il testo integrale su Libertà del 13 dicembre 2008

sabato 13 dicembre 2008

Ambrosio, un anno a Piacenza: fare il vescovo cambia la vita

Piacenza - Lunedì 22 dicembre 2007 veniva annunciata in via ufficiale la nomina di monsignor Gianni Ambrosio a vescovo di Piacenza-Bobbio. Ad un anno di distanza Libertà pubblica un suo primo bilancio.
«Piacenza è una realtà con aspetti interessanti e positivi e con molte potenzialità. È davvero consistente il numero delle persone che fa volontariato sia un forma organizzata sia in forma diffusa nel tessuto sociale. È un aspetto molto importante per Piacenza, in un momento in cui l’individualismo segna troppo la nostra realtà sociale e culturale. Questa attenzione all’altro e la disponibilità al servizio sono elementi fondamentali. Un’altro aspetto di positività è l’intraprendenza, sia sul versante pastorale - in moltissime parrocchie scorgo un impegno che desta in me stupore e meraviglia - sia su quello sociale ed economico».
Fare il vescovo le ha cambiato la vita?
«Molto. Non hai più un attimo a tua disposizione, forse anche per il mio difetto di non dire mai di no agli incontri e alle richieste. Risulta difficile trovare anche i cinque minuti per la lettura del giornale, per la meditazione personale o per la telefonata alla persona amica che ha bisogno. La vita è cambiata nel senso che sei al servizio totale ed integrale della diocesi».
Luci ed ombre. Il vescovo Monari appena arrivato a Brescia si è trovato un sacerdote indagato per pedofilia; lei si trova, nel suo primo anno di episcopato, con tre sacerdoti (due diocesani e uno no) indagati per reati contro la morale sessuale e il patrimonio. Che cosa sta succedendo nella Chiesa?
«Io penso che ci sia davvero anche un accanimento sulla Chiesa. In America è uscito un libro di un non cattolico che sostiene proprio questa tesi: un accanimento pilotato contro la Chiesa sugli aspetti sessuali. Pur sapendo che le fragilità, le debolezze, le meschinità sono presenti in ogni persona, credo che occorrerebbe, anche da parte della stessa opinione pubblica, saper valutare e discernere per condannare ciò che deve essere condannato (così come il Papa ha fatto); ma penso anche che vi sia un accanimento probabilmente pilotato da parte di certa stampa. L’immagine che si intende far emergere è negativa perché la Chiesa è l’unica forza morale che si oppone alla deriva del relativismo, all’immoralità che invece trova, soprattutto presso i mass media, la sua piena cittadinanza. Se evidenziamo solo i limiti, molto spesso non riusciamo a comprendere i tanti aspetti belli e positivi».
Crisi economica e recessione. Nell’ultimo consiglio presbiterale si è rivolto ai parroci esortandoli a essere amministratori e più oculati nelle spese. Che cosa voleva dire?
«Prima di tutto vorrei rispondere alla prima parte della domanda. Credo che un po’ di saggezza storica ci faccia comprendere che ci sono periodi di vacche grasse e di vacche magre. Se siamo in un momento di difficoltà non credo che si debba sempre esagerare. Sennò a forza di vedere nero, tutto diventa nero>.
Come dice Berlusconi.
«Certamente. Ma questo fa parte della vita; questo lo hanno fatto i nostri vecchi. La Bibbia le vacche magre le ha sempre evidenziate. In generale l’atteggiamento dei profeti invita alla speranza e alla fiducia».
Si diceva dei parroci...
«Ho ricordato che i beni sono del popolo di Dio, non di nostra personale proprietà. Per cui l’amministrazione deve essere lineare, trasparente, oculata. Anche vedere se certe iniziative vanno sostenute oppure no».
La priorità?
«Va data ai luoghi di culto: la casa di Dio in mezzo a quelle degli uomini è molto importante. La storia lo attesta, così come quella della nostra cattedrale. Non credo che allora ci fossero così tanti soldi, eppure hanno fatto una cosa bella e, a partire da questa, anche le case degli uomini sono diventate più belle. San Nicolò e Roveleto di Cadeo sono due esempi di possibili nuovi luoghi di culto. L’altro ambito è l’attenzione ai bisogni economici ma anche sociali e spirituali».
Come sta affrontando la diocesi la convivenza con gli immigrati non sempre facile?
«Credo che il punto di riferimento religioso per gli immigrati sia molto importante. Grande accoglienza dunque non solo da un punto di vista materiale (qui la Caritas fa cose splendide) ma anche da quello spirituale».
C’è un evento particolare che in quest’anno l’ha colpita?
«La celebrazione della notte di Pasqua in una cattedrale gremita. Con il battesimo di una decina di persone arrivate a Piacenza da tutte le parti del mondo. In quel momento, davvero, ho pensato alla bellezza del cattolicesimo che ha le porte aperte per ogni cultura, l’attenzione per ogni persona desiderosa di cercare Dio e di trovare la gioia nel cuore. Per me è stato un momento commovente».
Federico Frighi

Il testo integrale su Libertà di oggi 13 dicembre 2008

Torna San Corrado sul calendario liturgico

Piacenza - L’eremita San Corrado Confalonieri è tornato al suo posto nell calendario liturgico regionale del 2009 per l’Emilia Romagna. Ad annunciarlo con grande soddisfazione è Umberto Battini, piacentino, sacrestano del Duomo di Fidenza, nonché legatus itineris della Compagnia di Sigerico, il gruppo che in provincia raccoglie i devoti a San Corrado. Il caso era stato sollevato da Libertà il 3 ottobre scorso alla vigilia della pubblicazione del nuovo direttorio. La guida liturgica che serve alle parrocchie di ogni diocesi per indicare quale tipo di messa celebrare ogni giorno dell’anno nel 2007-2008 al 19 febbraio si era dimenticata della solennità di San Corrado. Da qui un appello ai vescovi della regione per rimediare. Nel direttorio Cei dell’Emilia Romagna per il 2008-2009, alla data di giovedì 19 febbraio compare la memoria di San Corrado Confalonieri per la diocesi di Piacenza-Bobbio e per i Frati minori dell’Emilia Romagna da celebrarsi con i paramenti bianchi anziché verdi.

Il testo integrale su Libertà del 12 dicembre 2008

giovedì 11 dicembre 2008

Padre Kizito: dalle baraccopoli si può uscire


Piacenza - «Torneremo qui ma solo per studiare. Vogliamo vivere in Kenya». Martin, 16 anni, per la prima volta è uscito dalla baraccopoli di Nairobi, per la prima volta ha visto l’Italia, Piacenza, la neve. È uno dei 18 ragazzi che, grazie all’ong Amani e a una rete di solidarietà, fa parte del Kivuli team, il gruppo che ieri era a Piacenza per la penultima tappa del suo tour in Italia.
Sono alcuni dei 60mila figli della povertà estrema che popolano la baraccopoli di Nairobi. Amani e il missionario comboniano padre Kizito Sesana ne hanno salvati 250 in alcune case famiglia mentre un altro migliaio vengono raggiunti direttamente nella bidonville. Hanno messo insieme uno spettacolo che fa parte delle attività extrascolastiche. «Alla radice di tutto c’è il grande discorso delle ingiustizie del commercio internazionale - osserva - di governanti che non governano per la loro gente ma sono intrappolati dalle grandi multinazionali. Ecco perché gli africani sono poveri». Una frase che vale più di mille conferenze e convegni. «Questi sono bambini che hanno perso la totale fiducia negli adulti e ne hanno tutte le ragioni - osserva padre Kizito -. Riconquistarla è assolutamente difficile». Il tour volge al termine, padre Sesana accenna ad un bilancio: «Questi bambini sono ragazzi ricchi di gioia, hanno tanto da dare.Uno dei nostri principi è quello di incoraggiare la loro creatività. Noi ci aspettiamo che imparino a vedere anche i problemi degli altri, che si creino una percezione del mondo e del modo con cui rapportarsi al mondo senza diventarne degli imitatori. Se succedesse diversamente sarebbe un disastro».
Padre Kizito è contento: «Abbiamo visto le realtà più belle, i bambini sono stati trattati benissimo, abbiamo visto gente desiderosa di mettersi al servizio, famiglie, alunni, insegnanti delle scuole medie. Abbiamo visto l’Italia migliore, mi piacerebbe pensare che fosse tutta così; sospetto però diversamente. I bambini hanno comunque percepito anche gli altri problemi, hanno visto gli africani in strada, fare i lavori peggiori, chiedere l’elemosina. Si stanno facendo un’idea ed è proprio quello che voglio io: vedere il mondo e comprenderlo con la loro testa». Un segno di speranza: «Senz’altro in Italia c’è tanto razzismo, l’ho letto e l’ho visto di persona, però c’è anche tanta gente che vuole superare questa situazione e mettere in pratica i principi cristiani dell’amore per il prossimo e dell’accoglienza. Oggi, anche a Piacenza, abbiamo fatto incontrare le due parti migliori del Kenya e dell’Italia».
Federico Frighi

Il testo integrale su Libertà di oggi 11 dicembre 2008
Si ringrazia Prospero Cravedi per la fotografia

martedì 9 dicembre 2008

Don Noberini: nelle opere di Africa Mission il sorriso di don Vittorione

Piacenza - «Carissimi amici di Africa Mission e Cooperazione e Sviluppo, eccomi, sono un servo del Signore e da qualche giorno anche il nuovo presidente di Africa Mission! Il riferimento a Maria mi viene spontaneo in questo tempo di Avvento, perché vorrei imparare da lei a dire il mio sì a questo nuovo servizio, preceduto anche per me da un grande dono. Il dono è questo: ho incontrato di nuovo don Vittorio (cui ero legato da una sincera amicizia), quando finalmente sono sceso in Uganda e ho visto con i miei occhi le grandi cose che il Signore ha fatto attraverso di lui! A novembre ho vissuto questa esperienza, questo incontro, e mi ha lasciato il segno. Ho rivisto don Vittorio nelle opere che ci ha lasciato e nel fervore delle attività che sono in corso, proprio come piaceva a lui. Ho sentito lo spirito di don Vittorio nella voglia di fare il possibile a favore della popolazione locale e nel desiderio di crescere nella condivisione con i poveri. Ho trovato il suo “segreto”, cioè la sua fede e il suo coraggio, nel silenzio della cappella, quando insieme ci fermavamo per lasciarci infiammare dalla preghiera. Ho conosciuto tanta gente bella, piena di entusiasmo. Ho accolto tutto questo come un grande dono, che mi ha legato ancora di più al Movimento. Forse qualcuno se ne è accorto e così i soci di Africa Mission hanno pensato di mettere sulle mie spalle anche questa “croce”. Scrivo croce nel suo significato evangelico, non come un peso, ma come un amore ancora più grande».

Don Maurizio Noberini, nuovo presidente di Africa Mission

venerdì 5 dicembre 2008

Don Noberini nuovo presidente di Africa Mission

Piacenza- Rinnovo delle cariche per il consiglio direttivo di Africa Mission, che nei giorni scorsi ha nominato i componenti del comitato che resterà in carica per il prossimo triennio. Il presidente è don Maurizio Noberini, parroco della chiesa cittadina di S. Franca, dal 2003 referente per la diocesi di Piacenza dell’associazione, cui è vicino - grazie all’amicizia che lo legava a don Vittorione - sin dalla sua fondazione. Per la prima volta nella sua storia, il movimento di laici cristiani viene guidato da un sacerdote. Il ruolo di vicepresidente è stato assegnato a Giovanni Paci, storico volontario di Africa Mission, impegnato presso la sede di Pesaro. Giuseppe Ciambriello, di Bucciano (Bn), ha il ruolo di segretario e tesoriere, mentre i consiglieri sono il medico Giorgio Buoso di Mogliano Veneto (Tv) e don Francesco Cattadori, attualmente parroco a Saliceto di Cadeo, già tra i fondatori del Movimento. Il neo presidente, don Maurizio Noberini, ha compiuto il suo primo viaggio in Uganda il mese scorso, ma il legame con il movimento è di lunga data. Ordinato sacerdote nel 1976 da monsignor Enrico Manfredini, don Maurizio era ancora seminarista quando conobbe don Vittorio Pastori, instaurando con lui un rapporto di profonda e sincera amicizia che proseguì nel tempo. Don Noberini prende il posto di Carlo Brenno Manfredini. Carlo Manfredini, nato a Milano 66 anni fa, di cui 14 interi di servizio spesi in Africa nel volontariato internazionale, fratello di monsignor Enrico Manfredini, vescovo di Piacenza prima, arcivescovo di Bologna poi, è stato presidente di Africa Mission per il triennio 2006-2009. In precedenza aveva ricoperto diversi incarichi all’interno del movimento e di Cooperazione e Sviluppo.
fri

Il testi integrale su Libertà di oggi 5 dicembre 2008

Parrocchie in rosso, prestiti non restituiti per oltre 1 milione di euro

Piacenza - È profondo rosso per i bilanci parrocchiali. L’allarme è stato lanciato ieri mattina nel corso del consiglio presbiterale che all’ordine del giorno avrebbe dovuto avere anche una riflessione sui rapporti tra la Chiesa e i mezzi di comunicazione ma che, vista la situazione, è stato interamente dedicato ai conti diocesani. A quanto si è appreso da fonti dirette e confermato da una nota ufficiale della curia, monsignor Gianni Ambrosio è apparso seriamente preoccupato della situazione economica di alcune parrocchie (almeno una decina). Si è fatta pure una stima dei prestiti erogati dalla Curia e non ancora rientrati. La cifra deve essere ancora confermata ma si parla di un milione e 600mila euro.
fri

Il testo integrale su Libertà di oggi, 5 dicembre 2008


Olivero: giovani patrimonio dell'umanità

Piacenza - I giovani, la scuola e la ricerca come patrimonio dell’umanità. È la proposta che Ernesto Olivero, fondatore del Sermig, farà al Governo Berlusconi quando la situazione politica sarà un poco più calma. Lo ha annunciato ieri sera durante il suo applaudito intervento nel convegno organizzato dallo Svep in occasione della Giornata mondiale del volontariato. Il perché Olivero lo spiega molto bene: «È più importante Carlotta (una ragazza di 20 anni ieri in prima fila nel salone degli Scalabriniani, ndr.) o la Gioconda di Leonardo da Vinci? Io non ho dubbi: Carlotta». Olivero, 68 anni, è un ex bancario, sposato e con tre figli, che ad un certo punto della sua vita ha lasciato tutto per fondare il Sermig, il Servizio missionario giovani che ha sede a Torino nell’Arsenale della pace. Da allora (era il 1964) ha dato assistenza a immigrati, tossicodipendenti, alcolizzati, malati di aids e senza tetto nell’ordine delle centinaia di migliaia persone.
Sono proprio i giovani, secondo Olivero, i più poveri di oggi. «Ma quanti giovani devono ancora schiattare, magari di droga, perché il mondo si fermi?» si chiede. «Chi dice che i giovani sono il nostro futuro mente sapendo di mentire - sbotta -. Noi abbiamo fatto un’inchiesta dalla quale emerge che il 97 per cento dei giovani non ha fiducia in nessuna istituzione. L’85 per cento ha paura di vivere in questa società. Non solo: ci hanno detto che si sentono circondati dalla violenza». «Con un patrimonio così importante - dice - noi del Sermig ci siamo intestarditi a mettere i giovani al primo posto. Loro ci chiedono umiltà e verità». Il grande sogno nella mente e nel cuore di Olivero è di invitare Benedetto XVI, Obama, Sarkozy, i grandi scienziati, «non a parlare ma ad ascoltare le vere storie dei giovani. Guardate che qui non c’è del qualunquismo; è il mondo degli adulti e della finanza che deve cambiare. Lo hanno costruito troppo arido». «Non è possibile - evidenzia - che ci siano stipendi di decine di miliardi all’anno. Ma come mai i sindacati, la destra o la sinistra, il vescovo di turno non reagiscono? Di fronte a questo menefreghismo, per forza che i giovani si inventano le nuove droghe».
«Bisogna amarli perdutamente i giovani - incita Olivero -. Se noi siamo cristiani ce ne deve importare, perché l’altro è fondamentale per la nostra eternità, la nostra felicità».
All’incontro ha portato il suo indirizzo di saluto il vescovo Gianni Ambrosio, amico personale di Ernesto Olivero.
«Un uomo di coraggio e con un entusiasmo contagioso - l’ha definito il vescovo -. Uno che sembra voler cercare apposta i problemi irrisolvibili. Sembra che cerchi ogni volta l’ostacolo più alto per superarlo. E alla fine ci riesce».
fri

Il testo integrale su Libertà del 4 dicembre 2008

giovedì 4 dicembre 2008

Parrocchie, troppi bilanci in rosso

Diocesi di Piacenza-Bobbio
Ufficio stampa

Riunione del Consiglio Presbiterale

Il Consiglio Presbiterale Diocesano ha dedicato l’intera mattinata a problemi economici: era un argomento già all’ordine del giorno nella precedente seduta e poi rinviato per mancanza di tempo. Questa mattina il “senato del Vescovo”, riunito nella Sala degli Affreschi di Palazzo Vescovile sotto la presidenza di mons. Gianni Ambrosio (moderatore don Aldo Maggi), si è soffermato su alcuni problemi proposti dallo stesso Economo della Diocesi, don Giorgio Bosini; li richiamiamo in sintesi:
coinvolgere le unità pastorali e i vicariati nella definizione di criteri condivisi per stabilire le graduatorie di priorità nell’area dell’unità pastorale prima e poi del vicariato;
costituire là dove le parrocchie sono amministrate unicamente da delegati, consigli economici dell’unità pastorale;
avanzare una proposta per affrontare il problema del recupero di crediti pendenti di Parrocchie per mutui interni o prestiti;
uniformare i criteri di determinazione dei canoni di locazione, allineati con i valori di mercato, degli immobili utilizzati sotto qualsiasi forma da soggetti estranei alla parrocchia, per definire i potenziali introiti derivanti del patrimonio immobiliare parrocchiale;
affidare la gestione amministrativa degli immobili parrocchiali, a una società di servizi da costituire.

Molti gli interventi che sono terminati con una valutazione complessiva del Vescovo. Mons. Ambrosio ha preso atto che la situazione economica di molte parrocchie è seria e pertanto dev’esserci l’impegno di tutti nel rispettare la normativa vigente (questo orientamento è uscito anche da molti contributi dei singoli presbiteri). Ovviamente nelle scelte dei vari interventi importanti sono le indicazioni che possono venire dalle Unità pastorali senza trascurare che, a volte, può essere necessario ampliare lo sguardo all’intero vicariato.
Mons. Ambrosio ha poi ricordato che dev’essere sempre chiaro a tutti che i sacerdoti non sono i “padroni” dei beni della Chiesa, ma solo amministratori e tutto deve svolgersi nell’assoluta correttezza e trasparenza. Questo vale anche per i bilanci delle parrocchie, strumenti attraverso i quali deve passare la trasparenza. A questo proposito il Vescovo ha parlato anche di responsabilità morale e non solo giuridica. Dev’essere chiaro per tutti – sintetizziamo sempre le parole di mons. Ambrosio – che è conveniente per tutti agire nella più assoluta chiarezza. E sul piano economico il futuro, vista l’attuale situazione di crisi, non lascia trasparire situazioni di favore. Occorre un impegno serio e di tutti.
Nel dibattito, che ha preceduto le conclusioni del Vescovo, vi sono stati vari contributi, molti anche tecnici e difficili da sintetizzare; i motivi di fondo sono stati però il rispetto della normativa esistente, la priorità alla pastorale, uniformare le realizzazioni alle esigenze delle comunità locali e impegnarsi per sistemare – anche qui senza sanatorie indiscriminate – i conti in rosso di alcune parrocchie.
In apertura della riunione il vicario generale mons. Lino Ferrari aveva dato alcune comunicazioni di vita diocesana: il vescovo mons. Ambrosio è stato nominato recentemente nella commissione episcopale per i laici; il 22 dicembre ricorre il primo anniversario della nomina di mons. Ambrosio a vescovo di Piacenza-Bobbio; domenica in cattedrale alle ore 18,30 verranno ordinati tre diaconi del Collegio Alberoni; il 12 dicembre veglia per i giovani nella Collegiata di Castel San Giovanni; il 16 dicembre ricorre il 25° anniversario della morte di mons. Manfredini: la ricorrenza verrà ricordata con una conferenza del vescovo mons. Luigi Negri alle 17 nella Sala delle Colonne di Palazzo Vescovile e alle 18,30 con una messa in cattedrale presieduta da mons. Ambrosio; dal 26 al 28 gennaio pellegrinaggio diocesano a Roma per l’anno paolino guidato da mons. Ambrosio.
Il Consiglio presbiterale tornerà a riunirsi il 12 febbraio del prossimo anno.

Piacenza 4 dicembre 2008

martedì 2 dicembre 2008

Aids, uno spot dai giovani per i giovani

Piacenza - La Pellegrina esce dalle mura di Vallera ed entra nelle scuole superiori. È qui che si gioca il futuro della lotta all’Aids. Un futuro che non si chiama farmaci retrovirali, fase 2, vaccino bensì sempre e comunque prevenzione. Ecco perché saranno i ragazzi delle classi quarte delle scuole superiori piacentine a realizzare uno spot e una campagna pubblicitaria che verrà presentata il primo dicembre del 2009. «I farmaci retrovirali fanno pensare che non ci sia più l’emergenza - osserva don Giorgio Bosini, figura simbolo dell’Associazione La Ricerca e della Pellegrina -. In realtà non è così. L’emarginazione è dietro l’angolo, riprendere la vita normale è difficile, così come trovare un lavoro che renda autonomi».
Di seguito pubblichiamo l'intero bando rivolto ai ragazzi delle quarte superiori del Piacentino.

1. Progetto
L'Associazione “LA RICERCA” e U.O.Malattie Infettive dell'AUSL di Piacenza
indicono la 1° edizione del ConCorso +ALDIL’AIDS rivolto agli studenti delle classi quarte superiori di Piacenza e provincia sul tema della prevenzione dell’AIDS per l’anno scolastico 2008-2009.
+ALDIL’AIDS è un concorso di idee su tematica a rilevanza sociale, finalizzato alla realizzazione di spot o campagna pubblicitaria cartacea che siano strumento di sensibilizzazione o di denuncia su una tematica di interesse etico- sociale, da svilupparsi in una dimensione “non commerciale” utilizzando il linguaggio pubblicitario per tv, stampa/affissioni, altri mezzi (radio, web, below the line, mezzi non convenzionali).
L'obiettivo è invitare i ragazzi e le ragazze delle scuole superiori a riflettere sulla rilevanza dei comportamenti rispetto all’esposizione al rischio d'infezione e promuovere un percorso di autoresponsabilizzazione circa i propri comportamenti.
Il ConCorso si articola in due momenti:
Nella prima fase si prevede la realizzazione di tre o quattro interventi di operatori dell’associazione e dell’U.O. Malattie Infettive, concordati con i docenti. Al termine saranno distribuiti i moduli da compilare per iscriversi al concorso di idee.
Successivamente, i partecipanti iscritti invieranno i loro elaborati.
2. Partecipazione
Gli Istituti scolastici superiori di Piacenza e del territorio provinciale che vogliano concorrere al premio devono inviare la scheda di adesione compilata in ogni sua parte entro 31 dicembre 2008 all’Ufficio Comunicazione dell’Associazione LA RICERCA (Stradone Farnese, 96, Piacenza).
L’invio potrà essere effettuato via e-mail all’indirizzo ufficiostampa@laricerca.net o tramite fax al numero 0523.328903 (all’attenzione di Ufficio Stampa Comunicazione). La partecipazione al concorso è gratuita.
Gli elaborati dovranno pervenire entro venerdì 18 Giugno 2009 alle 12.00.
3. Giuria
I progetti saranno valutati da una commissione giudicatrice i cui componenti saranno nominati tra creativi pubblicitari e professionisti della comunicazione, docenti, esponenti di istituzioni ed associazioni.
La commissione giudicatrice valuterà i lavori creativi secondo i seguenti criteri:
- correttezza lessicale e linguistica
- attinenza ai temi proposti e rispondenza agli obiettivi (spot NON COMMERCIALE a tematica sociale).
- originalità e creatività e innovazione dei temi trattati
- ricerca documentaria
- replicabilità
Ad ogni elaborato sarà attribuito un punteggio, da uno a dieci per ogni componente giudicante
Risulterà vincitore l’elaborato che avrà ottenuto il maggior punteggio.
4. Premi
La commissione procederà alla selezione dei tre migliori elaborati e gli Istituti scolastici vincitori riceveranno i seguenti premi:
I classificato: collaborazione alla produzione dell’idea creativa sotto la direzione di professionisti della comunicazione
II classificato: attrezzature didattiche o libri
III classificato: attrezzature didattiche o libri
A tutti i partecipanti verrà consegnato un attestato.
1. Comunicazioni di vincita
La cerimonia di premiazione avverrà alla presenza delle Istituzioni il 1 Dicembre 2009. I nominativi dei vincitori e delle vincitrici saranno resi pubblici in occasione della cerimonia di premiazione.

sabato 29 novembre 2008

Monari e Lanfranchi insieme a Cesena

Luciano Monari e Antonio Lanfranchi di nuovo insieme. Stavolta a Cesena. L'ex vescovo di Piacenza (oggi vescovo di Brescia) e il suo ex vicario generale (oggi vescovo di Cesena-Sarsina) sono i protagonisti dei “Dialoghi per la città”. Il primo appuntamento è per lunedì prossimo, 1 dicembre, alle 21. A Cesena, nell’aula magna della Facoltà di Psicologia, di fronte alla stazione ferroviaria, il vescovo di Brescia e attuale vice presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), monsignor Luciano Monari, interverrà su un tema di estrema attualità “Fede e ragione”.
Costruiti attorno al quesito “Se questo è un uomo”, in questa seconda edizione i Dialoghi si muoveranno “alla ricerca della verità”. Dalla ricerca del senso della vita di un anno fa, si scruterà l’uomo in rapporto a un altro grande dilemma: da che parte sta la verità? Dopo il primo incontro di dicembre, seguiranno quattro appuntamenti, tutti nel primo lunedì del mese, da febbraio a maggio, con una sosta nel mese di gennaio.
Il 2 febbraio è atteso a Cesena Magdi Cristiano Allam, lunedì 2, sarà la volta del noto psicopedagogista Pietro Lombardo. La giornalista e opinionista di Avvenire Marina Corradi, lunedì 6 aprile parlerà di “corpo e persona”, mentre lunedì 4 maggio lo scienziato di fama mondiale Antonino Zichichi. Fortemente voluti dal vescovo Antonio Lanfranchi, i Dialoghi sono “un percorso di riflessione e di proposta. Un luogo in cui mettere in relazione le attese umane e il dono della fede, la ragione e la speranza. Si tratta di “dialoghi” - ha scritto monsignor Lanfranchi - perché vogliamo che abbiano il taglio della ricerca condivisa, dell’incontro esistenziale, della fecondità proveniente dal confronto e dall’ascolto reciproco. E sono “per la città”, ossia rivolti a tutti, nessuno escluso. Perché non c’è persona che non si interroghi sul significato del vivere, sui cardini esistenziali della propria esperienza, su cosa sia lecito attendere e cercare per il futuro”.

giovedì 27 novembre 2008

Insegnante e credente

Piacenza - Ufficio per la Pastorale della Scuola, Cooperativa Cattolica per la Scuola e la Formazione Associazione Italiana Maestri Cattolici (AIMC),Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi (UCIIM), Associazione Didattica e Innovazione Scolastica (DIESSE), Federazione “Le Stelle” della Diocesi di Piacenza/Bobbio promuovono il convegno: L’INSEGNANTE CREDENTE.
Riflessione condotta dal prof. Pierpaolo Triani docente Università Cattolica, sede di Piacenza, presidente dell’Azione Cattolica Diocesana.

L'appuntamento è per LUNEDÌ 15 DICEMBRE 2008 ORE 17/18,30 Sala delle Colonne – Palazzo Vescovile (all’interno sono disponibili alcuni posti macchina). Seguirà la Celebrazione Eucaristica presieduta da mons. Eliseo Segalini, Vicario Episcopale per la Pastorale Sociale e del Lavoro, per la Cultura Cattedrale ore 18,30.

«Proprio l’attuale emergenza educativa fa crescere la domanda di un’educazione che sia davvero tale: quindi, in concreto, di educatori che sappiano essere testimoni credibili di quelle realtà e di quei valori su cui è possibile costruire sia l’esistenza personale sia progetti di vita comuni e condivisi. Questa domanda, che sale dal corpo sociale e che coinvolge i ragazzi e i giovani non meno dei genitori e degli altri educatori, già di per sé costituisce la premessa e l’inizio di un percorso di riscoperta e di ripresa che, in forme adatte ai tempi attuali, ponga di nuovo al centro la piena e integrale formazione della persona umana».

(Papa Benedetto XVI)

«Siamo tutti interpellati dall’educare, siamo tutti coinvolti nell’educazione. E allora, proprio perché l’educazione nasce dall’incontro di soggetti liberi e si sviluppa nella relazione, credo che sia importante favorire il dialogo, l’incontro, la collaborazione.

Tra noi, innanzi tutto, all’interno della nostra comunità ecclesiale, ma anche tra noi in senso ampio, collaborando con i diversi soggetti educativi. Non lavoriamo per noi ma per tutti i fratelli, per i giovani, per le famiglie, per il bene della vita sociale. Non si cresce se non insieme: vale per ogni ambito della vita, vale innanzi tutto per l’educazione che è come un generare alla vita.»

(Mons. Gianni Ambrosio)


lunedì 24 novembre 2008

Messa di guarigione per i malati

PARROCCHIA di SAN GIUSEPPE OSPEDALE GUGLIELMO DA SALICETO
La C a p p e l l a n i a e il C o n s i g l i o P a s t o r a l e
(Via Campagna, 68 Piacenza) organizzano una celebrazione eucaristica per i malati.

P R O G R A M M A

- S. Rosario e Confessioni
- Catechesi - mons. Giuseppe Busani
- Santa Messa con l'esorcista di Parma, don Pietro Viola,
e monsignor Giuseppe Busani
- Preghiera di Guarigione
- Preghiera di Liberazione
- Al termine della S. Messa ascolto
delle persone che lo richiedono

Giovedì 27 novembre 2008 - ore 15
Chiesa di San Giusepe all’Ospedale
Via Campagna, 68 - Piacenza

domenica 23 novembre 2008

I cristiani e l'India, madre Giovanna Alberoni racconta

Piacenza - Martedì 25 novembre alle ore 21 è in programma all’auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano (via S. Eufemia 12) l’incontro “I cristiani e l’India: madre Giovanna Alberoni racconta”. Madre Giovanna è un personaggio noto ai piacentini. Nata a San Giorgio il 1° ottobre 1926, è stata dal 1997 al 2003 la madre generale delle Orsoline fondate da Brigida Morello. La sua vita è legata a doppio filo con l’India dove ha lavorato dal 1948 come medico. Piacenza le ha conferito attraverso la Fondazione di Piacenza e Vigevano nel 1994 il Premio Angil dal Dom che viene assegnato ai piacentini che si distinguono al di fuori della loro città.La serata del 25 novembre, organizzata dal Centro Missionario e dal nostro settimanale in collaborazione con la Fondazione, vedrà la presenza oltre che di Madre Giovanna anche di suor Silvina Kachappily, religiosa orsolina indiana, superiora della comunità delle orsoline a Piacenza, e del dottor Sandro Molinari, segretario dell’Associazione “Un cuore per i bambini” che ha portato a più riprese aiuti all’opera di Madre Giovanna realizzando nell’ospedale Holy Family di Bandra a Mumbay un reparto di cardiochirurgia pediatrica.

Ufficio stampa diocesi di Piacenza-Bobbio

Consiglio pastorale diocesano, nella Pentecoste del 2009 il via alla missione popolare

Diocesi di Piacenza-Bobbio Ufficio stampa

Riunione del Consiglio Pastorale Diocesano


Piacenza - Sotto la presidenza del vescovo mons. Gianni Ambrosio si è riunito questa mattina alla Bellotta di Pontenure il Consiglio Pastorale Diocesano chiamato a fare il punto sul cammino fatto finora nell’anno pastorale, che ha come tema l’educazione, e a prendere visione del programma di massima della missione popolare diocesana che, dai prossimi mesi, impegnerà, per tre anni, tutta la comunità piacentina - bobbiese. I lavori sono stati coordinati da mons. Giuseppe Busani, vicario episcopale per la pastorale, e dal prof. Pierpaolo Triani, segretario del Consiglio. E’ stato lo stesso Triani a fare una sintesi dei documenti con i quali Benedetto XVI entra nel merito del tema dell’educazione, analisi che hanno fatto parlare il Papa di “urgenza educativa”. Vi sono stati poi interventi di direttori di uffici e di singoli consiglieri su singole iniziative programmate in diocesi: don Paolo Mascilongo, direttore dell’ufficio catechistico, ha parlato della prossima mostra su San Paolo in programma dall’8 al 30 gennaio nell’oratorio di San Cristoforo (previste diverse iniziative collaterali); don Paolo Camminati ha illustrato i programmi della pastorale giovanile tra cui la decima edizione del “Tour de vie” previsto dal 29 luglio al 5 agosto del prossimo anno in Terrasanta; don Virgilio Zuffada ha richiamato l’attenzione sulle iniziative per la pastorale della salute; il diacono Giuseppe Chiodaroli ha ricordato che il 14 dicembre si terrà una giornata per la carità; don Francesco Cattadori ha preannunciato un incontro dedicato alle famiglie mentre altri consiglieri hanno spostato l’attenzione su singole parrocchie.
Un altro tema all’ordine del giorno era la prossima missione popolare diocesana: mons. Busani ha richiamato in breve il programma: dal 16 aprile al 31 maggio 2009 si terranno incontri con il clero e con gli organi rappresentativi nei vari vicariati (con la presenza di don Luigi Mosconi); nello stesso periodo incontro con gli organismi diocesani di partecipazione (Consigli Pastorale e Presbiterale, aggregazioni laicali,...); veglia di Pentecoste del 2009 annuncio ufficiale della missione; settembre 2009 convegno pastorale di preparazione: ottobre 2009 chiamata dei missionari; gennaio – giugno 2010 periodo di formazione dei missionari; settembre 2010 – Pentecoste 2011 celebrazione della missione.
In chiusura il vescovo mons. Ambrosio, ricollegandosi a quanto dibattuto in precedenza, ha sottolineato che sul tema dell’educazione i cattolici si trovano a compiere un cammino che viene da lontano. Occorre solo riprendere e verificare i punti di riferimenti e le finalità. Ha ammesso che oggi vi sono difficoltà oggettive, ma non si deve cedere al pessimismo; occorre avere sempre presente che il cuore dell’educazione è lo stesso Cristo; nel processo educativo sono opportune tutte le distinzioni, ma non si può cadere nella separazione: educare alla vita vuol dire accogliere la vita come dono, pertanto l’educazione è sempre un fatto religioso, senza distinzioni. Tre i settori che meritano una particolare attenzione: giovani, famiglia, malati e sofferenti. Mons. Ambrosio si è soffermato anche sulla prossima missione che deve partire non tanto da documenti ufficiali, ma da un convincimento sentito. Missione rivolta agli stessi credenti o ai lontani, secondo una terminologia del passato? Per mons. Ambrosio tutti noi abbiamo bisogno di essere evangelizzati e fondamentale è l’ascolto. Occorre dissodare il terreno perché possa accogliere il seme. Il Consiglio pastorale tornerà a riunirsi il 21 febbraio prossimo e probabilmente il tema sarà la missione popolare.
Piacenza 22 novembre 2008

venerdì 21 novembre 2008

Don Dosi, diocesi e università siano più vicine

Piacenza- «Se posso esprimere un’auspicio, mi piacerebbe una più profonda interazione tra Chiesa piacentina e mondo universitario». Ognuno porta con sè la propria esperienza e don Celso Dosi (47 anni, nato a Piacenza) non fa eccezione. Da ieri è ufficiale: il sacerdote assistente spirituale dell’Università Cattolica, nonché direttore del Collegio Sant’Isidoro è stato nominato, mantenendo i precedenti incarichi, nuovo segretario del vescovo Gianni Ambrosio. «Il mio stato d’animo? È un misto di gratitudine e di trepidazione; gratitudine perchè rivela in un certo senso un atto di fiducia verso la mia persona e verso le mie capacità; trepidazione perché non conosco il lavoro da segretario e neppure i vari uffici della curia, devo mettermi in un contesto di apprendistato».
Perchè la scelta è caduta su di lei?
«Molto probabilmente perchè monsignor Ambrosio mi conosceva già da alcuni anni. Avendo io una certa età posso rappresentare una visione più matura della vita, più pacata e globale delle relazioni con le realtà ecclesiali, le persone, specialmente i sacerdoti, le varie istituzioni che interagiscono con il vescovo».
A quando risale il suo primo incontro con monsignor Ambrosio?
«L’ho conosciuto per la prima volta nella primavera del 2001 quando venne nominato assistente ecclesiastico generale della Cattolica».
Che effetto le ha fatto incontrarlo da vescovo della sua diocesi?
«È prassi ormai consolidata che gli assistenti generali della Cattolica vengano nominati vescovi. Però non pensavo proprio che la sua candidatura fosse orientata su Piacenza. È stata una piacevole sorpresa».
Anche lei dalla Cattolica alla Curia di Piacenza, dunque.
«La Cattolica è stata la mia palestra sacerdotale. Nell’87 sono stato ordinato sacerdote. Ho iniziato in Cattolica il primo settembre dell’88. Nel mio ministero ho avuto l’occasione di collaborare intensamente con parrocchie di città (Santissima Trinità) e provincia (Podenzano), di attuare la cosiddetta pastorale universitaria, che consiste nel far interagire il messaggio religioso con le realtà dell’ateneo (docenti, personale tecnico e amministrativo e studenti). L’insegnamento e la direzione del collegio Sant’Isidoro, inoltre, mi hanno dato la possibilità di vivere in modo del tutto speciale e quasi unico il mio essere prete. Questa esperienza mi ha segnato in modo fortissimo e non potrà mai essere cancellata».
Come si vede la Chiesa piacentina dall’università di San Lazzaro?
«Dalla Cattolica si vede una diocesi molto vivace, che ama interrogarsi sui problemi ecclesiali e sociali, una diocesi che vive l’inizio del secondo millennio con le ansie e le preoccupazioni della mentalità contemporanea, ma una diocesi anche ricca di tantissima fiducia nei suoi responsabili e nelle sue guide. Se posso esprimere un auspicio, vorrei che ci fosse un’interazione più intensa tra chiesa diocesana e mondo universitario».
La prima cosa che farà da segretario?
«Dovrò imparare a gestire l’agenda del vescovo che vedo molto densa di impegni e ascoltare attentamente don Giuseppe Basini sulla cui pazienza e bontà conto tanto».
fri

Il testo pubblicato su Libertà di oggi 21 novembre 2008

Caso Englaro, per il vescovo Monari la condanna di Eluana è la sconfitta di fronte al dolore

“Eluana perde quel filo di vita che possedeva; ma noi perdiamo qualcosa della nostra umanità”. Lo ha detto il vescovo di Brescia (ma anche cittadino onorario di Piacenza) Luciano Monari all'Agenzia Sir. “Il mondo è più freddo, adesso; la società umana è più egoista. Non siamo capaci di assicurare a Eluana i legami di umanità che rendono effettivo, attuale, il suo potenziale di umanità”. E “non è questione del coma”, puntualizza il vicepresidente della Cei, in quanto “una persona in coma può essere inserita realmente in una rete di relazioni, di rapporti, di gesti e anche di parole che sono umani e umanizzanti. Tutti quelli che si prendono cura degli altri sanno, per esperienza, che ricevono un abbondante ‘ritorno’ di umanità, di fiducia, di speranza. Eluana, come ogni persona sana o malata che sia, è in grado di donare umanità: tutto dipende dalle persone che l’accostano, dall’apertura di umanità che esse portano in sé”. In questo senso, spiega Monari, “la condanna di Eluana è in realtà un’accusa verso di noi; ci dice che il nostro tasso di umanità è debole; che non siamo capaci di affrontare vittoriosamente situazioni dolorose come queste; che chiediamo alla morte di liberarci da un peso che non riusciamo a portare. Eluana sarà nelle mani del Signore che, lo so, sono ricche di misericordia. Ma noi ci troviamo consegnati a mani d’uomo che si sono mostrate deboli e fredde. Che non venga l’inverno”.

Caso Englaro, per il vescovo Monari l'uomo ha negato la vita (1)

Nel caso di Eluana Englaro, “è stata sconfitta l’umanità dell’uomo”, perché “abbiamo rinunciato a essere quello che dobbiamo diventare”. Ad affermarlo in un'intervista dell'Agenzia Sir è mons. Luciano Monari, oggi vescovo di Brescia (oltre che cittadino onorario di Piacenza) e vicepresidente della Cei, che osserva: “Ogni persona umana nasce debole ed è affidata all’accoglienza degli altri. Se sono uomo in senso pieno (intelligente e responsabile, con fiducia nella vita e desiderio di amare), lo debbo alle relazioni ‘umane’ con tutti quelli che mi hanno accolto e amato”. E’ in primo luogo la famiglia, sottolinea il vescovo, ad essere “costruita su questo vincolo di solidarietà: ciascuno riceve la sua piena umanità dagli altri e ciascuno è chiamato a farsi responsabile dell’umanità degli altri”. Nel caso di Eluana, sostiene Monari, “ci siamo arresi; abbiamo rinunciato a darle umanità. Abbiamo visto la sua malattia così invalidante e così lunga che abbiamo detto: ‘non ci riesco più a farla essere umana; non voglio più’ Di fronte a ogni persona siamo chiamati a dire: ‘E’ bene che tu viva; io prendo posizione a favore della tua vita’. Nel caso di Eluana abbiamo detto: ‘E’ meglio che tu muoia; la tua vita non ha più senso’. Solo che il senso della vita non è una qualità attaccata ai muscoli; è piuttosto un valore legato ai vincoli umani (e, per chi crede, divini) che una persona vive”.

Diocesi di Piacenza-Bobbio, un milione e centomila euro dall'8 per mille

Diocesi di Piacenza-Bobbio

Ufficio stampa

Domenica 23 novembre giornata di sensibilizzazione

sul sostegno economico della Chiesa

Domenica prossima anche nella diocesi di Piacenza-Bobbio si tiene la giornata di sensibilizzazione sul sostegno economico della Chiesa. Com’è noto si tratta di un problema che non dovrebbe comportare particolari difficoltà interpretative, ma in realtà sull’argomento l’informazione appare ancora insufficiente. Da qui queste iniziative che hanno, tra gli scopi, anche l’informazione. Ad esempio tra le considerazioni torna periodicamente il luogo comune secondo cui la Chiesa è ricca e pertanto per vivere venda i suoi tesori artistici; più serio invece il problema della partecipazione delle comunità parrocchiali alla gestione dei beni ecclesiali nel nome della partecipazione e della trasparenza. In merito vi sono indicazioni precise della Cei e dei nostri Vescovi. Prima mons. Monari ed ora mons. Ambrosio hanno dato precise indicazioni perché nella parrocchie vengano istituiti i consigli economici e i fedeli si sentano corresponsabili della gestione dei beni ecclesiali.

E’ noto che in gran parte i finanziamenti vengono dal cosiddetto otto per mille. A questo proposito, proprio nel nome della trasparenza, forse è utile richiamare l’origine di questo sistema.

DA DOVE VIENE L’OTTO PER MILLE. Con la firma dei nuovi accordi tra Stato e Chiesa (firmati nel febbraio del 1984 da Craxi e Casaroli) fu stabilito che appunto l’otto per mille del gettito Irpef fosse devoluto alla Chiesa cattolica e ad altre confessioni per scopi religiosi o caritativi oppure allo Stato stesso per scopi sociali o assistenziali. La divisione sarebbe stata fatta sulla base delle indicazioni degli stessi contribuenti chiamati a pronunciarsi con una firma, e senza alcuna spesa, sulla dichiarazione dei redditi o semplicemente sul Cud.

Quindi non è un privilegio della sola Chiesa cattolica, ma di diverse confessioni e dello stesso Stato. Da parte sua la Chiesa cattolica rivendica anche motivazioni storiche: nel sito internet della diocesi (www.diocesipiacenzabobbio.org) viene documentato il lungo percorso, a partire dai primi dell’Ottocento, quando i beni ecclesiastici sono stati, a più riprese, incorporati dallo Stato, a partire da Napoleone che chiuse i monasteri (anche a Piacenza diversi i conventi e le chiese sede di caserme) per giungere agli espropri del nuovo Stato italiano.

I FONDI DEL 2008. Passiamo ora ad uno sguardo di sintesi ai finanziamenti. In breve qual è l’entità dei fondi che giungono alla diocesi di Piacenza-Bobbio dall’otto per mille? E qual è la loro destinazione? Per il prossimo anno la diocesi ha a disposizione, dai fondi dell’8 per mille, la somma di euro 1.162.344 che verrà così ripartita: euro 743.291 al culto e 419.053 euro alla carità.

Con la voce “culto” si intende: costruzione di nuovi complessi parrocchiali, restauri e ristrutturazioni; attività pastorali; sostegno ai media diocesani; rimborso spese a sacerdoti inviati in parrocchie senza parroco per celebrazioni domenicali; aggiornamento dei sacerdoti; pastorale dei migranti e missioni; associazioni; sotto la voce “carità” rientrano gli aiuti a persone bisognose, enti ed associazioni che svolgono attività assistenziale; alla gestione dell’ufficio Caritas.

Aiuti sempre dall’8 per mille, ma direttamente dalla Cei, sono destinati ai beni culturali: per il prossimo anno si prevede uno stanziamento di circa 350 mila euro; ogni due anni, sempre la Cei, interviene nella realizzazione di progetti specifici (chiese o oratori) con una somma massima di un milione di euro. Nel 2007 ci sono stati poi circa 100 mila euro provenienti dalle offerte deducibili fatte da privati a cui si aggiungono i contributi su singoli progetti (non possono essere quantificati in precedenza) provenienti da enti e privati tra cui le due Fondazioni (di Piacenza e di Parma) e le Banche locali.

A proposito di beni culturali è bene ricordare – per chi avanza la tesi che farebbero la ricchezza della Chiesa – che in realtà costituiscono una voce in forte passivo. Molte delle 800 chiese della diocesi che si trovano nelle 428 parrocchie, sono a rischio rovina e in genere gli organi della diocesi preposti a questo settore a malapena riescono a far fronte all’emergenza.

Tra i problemi che comportano i beni ecclesiastici, non vi è solo la manutenzione (voce ampiamente in deficit), ma anche la catalogazione e lo studio. Attualmente sono al lavoro esperti che hanno catalogato quasi il sessanta per cento dei beni culturali mobili. L’operazione è possibile grazie ai contributi della Cei e della Fondazione di Piacenza e Vigevano.

La catalogazione rientra nella salvaguardia di un patrimonio (si pensi ai numerosi furti e alla necessità di avere la documentazione per le indagini delle Forse dell’Ordine) che non appartiene solo alla Chiesa, il cui scopo non è quello di organizzare musei, ma di comunicare il Vangelo. La Chiesa sente ugualmente la necessità di tutelare le proprie memorie, ma non a scapito del suo fine principale. E le sue memorie non sono solo sue, ma di tutta la comunità. Il sentimento religioso fa parte del passato di tutti, anche dei non credenti, e lo dimostra l'attenzione che anche studiosi atei dedicano al patrimonio religioso.

Questi alcuni temi: nella giornata di domenica alle parrocchie è stato consegnato materiale perché le comunità possano approfondire i vari aspetti relativi ad un argomento che rientra a pieno titolo nella vita della Chiesa che, pur attenta alle “cose dello spirito”, vive a tutti gli effetti nella storia.